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mercoledì 31 agosto 2011

Involtini di petto con le acciughe



Stamani sono felicissima, ho scoperto di essere la vincitrice del primo premio del contest di Atmosfera italiana e ora mi aspetta una vacanza di una settimana, ovvero il bellissimo premio del contest "A tutta birra" e dire che non ci speravo affatto. La ricetta di oggi è adatta per festeggiare, l'ho preparata nella cucina di mia mamma e assieme a lei ed è uno di quei modi gustosi e saporiti che rendono speciale il petto di pollo perché il gusto della carne è arricchito da quello delle acciughe e della mozzarella. E adesso, prima di andare a fare una bella passeggiata per la maremma laziale, vi lascio la ricettina:

600 gr di petto di pollo
600 gr di pomodori freschi
100 gr di acciughe sottolio
2 mozzarelle
1 scalogno
olio extra vergine di oliva
sale, pepe
Iniziamo dai pomodori che vanno sbollentati per 10 minuti per poter togliere meglio la buccia; una volta spellati vanno aperti per togliere i semi, il liquido interno e infine la polpa va tagliata a tocchetti e divisa in due mucchietti. Tagliamo anche la mozzarella a tocchetti. Prendiamo adesso le fettine di petto  e su ciascuna di esse mettiamo un'acciuga, un pezzetto di mozzarella, qualche pezzetto di pomodoro, sale e pepe; arrotoliamo e chiudiamo con uno stuzzicadenti. Prendiamo una padella e rosoliamo con un filo di olio gli involtini, aggiungiamo lo scalogno tritato e la polpa dei pomodori rimasta, chiudiamo con un coperchio e lasciamo cuocere. E' un piattino molto sfizioso.


martedì 30 agosto 2011

Spaghetti freddi in crema di piselli



In queste giornate calde cerco sempre di preparare patsa fredda o insalate di pasta o riso, per non cadere nella monotonia delle solite ricette stavolta ho pensato di fare qualcosa di diverso; innanzitutto ho usato un formato di pasta che non è proprio tipico delle preparazioni fredde eppoi, invece che usare verdure a tocchettini, ho pensato di fare una cremina di verdure. Un piatto un pò per pigri, non c'è molto da masticare, ma chi con questi caldi non si sente un pò pigro?
La pasta che ho scelto io sono gli spaghettini della Verrigni, veramente sottili e leggeri, ma se vi piave uno spaghetto più grande va bene lo stesso, la cremina è fatta con soli piselli, ho aggiunto poi un peperone a tocchetti tanto per dare una nota di colore e di gusto extra. Ecco cosa occorre per prepararla:

350 gr di spaghettini
400 gr di pisellini (anche congelati)
1 peperone
sale, pepe
olio extravergine di oliva
Lessare i pisellini per 10 minuti circa in acqua salata, scolarli e frullarli riducendoli in crema. Mettere a cuocere la pasta in acqua salata, nel frattempo tagliare a tocchetti il peperone. Scolare la pasta e passarla per un minuto sotto acqua corrente per freddarla, aggiungere la crema di piselli e il peperone a tocchetti, condirle con pepe e olio extravergine di oliva, mescolare bene e tenere in frigo fino a 10 minuti prima di servire.

lunedì 29 agosto 2011

Chicco salame rivestito di mmf



Ieri era il compleanno di mia mamma ed ho voluto fargli io la torta, ma non volevo il solito dolce da compleanni e nemmeno una mousse, così ho deciso di fare un dolce tradizionale laziale, il chicco salame, dolce che è stato sempre presente nel buffet di ogni mia festa di compleanno o festa di famiglia. Per dare un tocco speciale, ho rivestito il chicco salame con una marshmallows fondant colorata di rosa e decorata con fiorellini rosa; come colorante, invece che usare i soliti coloranti in polvere o liquidi ho usato dell'alchermes che ha dato anche una buona profumazione alla mmf e ha richiamato il profumo dell'interno del dolce. 
Per chi non conoscesse il chicco salame, questo dolce è un rotolo di pasta biscotto che viene spennellato di alchermes e farcito di nutella, c'è anche chi usa il cioccolato fuso ma a me sembra che venga meglio con la nutella sia per la consistenza di questa crema che per il suo sapore.
Per il chicco salame, dunque, bisogna preparare una pasta biscotto, io ho usato le seguenti dosi:

120 gr di farina
110 gr di zucchero
6 uova
1 bustina di vanillina
un pizzico di sale
ho separato i tuorli dagli albumi, questi ultimi li ho montati a neve con un pizzico di sale, mentre i tuorli li ho lavorati con le fruste elettriche assieme allo zucchero; quando il composto è diventato gonfio e spumoso ho aggiunto la farina e la vanillina setacciati assieme e per ultimo ho incorporato gli albumi, mescolando delicatamente dall'alto in basso per non farli sgonfiare. Ho fatto infine cuocere in forno preriscaldato a 200°C per 10 minuti. Con queste dosi ho riempito due teglie da 30x30 cm foderate di carta forno.
Ogni pasta biscotto cotta l'ho rovesciata, appena tolta dal forno, su un canovaccio inumidito, ho tolto la carta forno e ho arrotolato aiutandomi con il canovaccio.
Ho lasciato raffreddare il tutto e mi sono preparata l'occorrente per finire il chicco salame:

alchermes q.b.
1 vasetto di nutella da 400 gr ammorbidita
Ho srotolato i rotoli di pasta biscotto e li ho spennellati con alchermes; sopra ho spalmato la nutella e ho arrotolato di nuovo il tutto.
Per la copertura ho preparato con due giorni di anticipo la marshmallows fondant seguendo la classica preparazione che prevede l'uso di:

150 gr di marshmallows bianchi
330 gr di zucchero a velo
3 cucchiai di acqua
1/2 cucchaino di alchermes per colorare
Ho sciolto a bagnomaria i marshmallows assieme a 3 cucchiai di acqua; appena sciolti ho aggiunto 110 gr di zucchero a velo, ho mescolato e rovesciato il tutto su una spianatoia spolverizzata di zucchero a velo, e ho continuato a impastare aggiungendo poco alla volta il resto dello zucchero a velo. Ho aggiunto l'alchermes per colorare e, visto che ho aggiunto liquido, ho unito ancora un cucchiaio di zucchero a velo al panetto di mmf. Ho fatto una palla e l'ho avvolta in pellicola per alimenti, lasciandola fino al momento dell'uso in un armadietto (non va assolutamente in frigo). Al momento dell'uso l'ho stesa e ho rivestito i miei arrotolati, con un pò di mmf ho fatto dei fiorellini che ho attaccato inumidendoli con acqua, alcuni li ho colorati con alchermes. Ne è uscito un dolce buono e bello da vedere...almeno per me



sabato 27 agosto 2011

Il ferragosto in Carinzia

Come vi avevo già raccontato nei giorni a ridosso del ferragosto siamo stati in Austria e più precisamente in Carinzia, approfitto adesso per mostrarvi alcune foto dei posti che abbimo visitato. Il primo giorno tappa al Minimundus, dove ci sono le riproduzioni di monumenti e veicoli di tutto il mondo; è un posto veramente che conquista, c'è veramente tutto il mondo rappresentato, quello che più mi ha colpito è stato vedere alcune rirpoduzioni che si muovevano come la simulazione del lancio di una navicella spaziale e i vari trenini e funivie perennemente in funzione a sfrecciare per il parco. Noi alloggiavamo in un campeggio a Klagenfurt, il simbolo della citta è possibile vederlo nella piazza del municpio ed è un Lindwurm, una specie di drago che terrorizzava i luoghi divorando le vergini










Klagenfurt sorge vicino al lago Worthersee, tutto il lago e i paesi che vi si affacciano si possono vedere con un unico colpo d'occhio salendo sulla pyramidenkogel, si ha una visione mozzafiato!



Il giorno dopo siamo stati a Rosegg, dove è possibile vedere il castello con statue di cera che raccontano la storia del posto, un labirinto con siepi altissime (di cui vi metto la foto), e uno zoo voluto da uno dei possessori del castello.


Il 15 agosto siamo saliti su un pascolo di alta montagna a visitare il parco di Heidi, dove veniva narrata la sua storia sui monti assieme al nonno, Peter, Nebbia e le caprette; lì ho anche mangiato uno knodel dolce enorme, era grande quanto un piatto da minestra, farcito di marmellata di prugne e decorato con burro fuso, zucchero a velo e semini di papavero.












Ultima tappa il parco delle radici ad Arriach, paese che si trova nel centro geografico della Carinzia, un posto affascinante su una vetta alpina, in mezzo al bosco; lì sono stati usati radici e alberi caduti per creare animali e figure varie, ci sono poi dei percorsi dove è possibile scoprire il canto degli uccelli..un posto bello e istruttivo insomma. Il simbolo di questo parco è un coccodrillo ricavato da un albero caduto


Spero che questo piccolo tour vi sia piaciuto, le immagini sono piccole per motivi di caricamento del post però cliccando sopra è possibile vederle più in grande.

venerdì 26 agosto 2011

Pasta al cacao con prosciutto e porcini



Riesco solo adesso ad occuparmi un pò del blog, dopo un viaggio in auto durato dalle 22 alle 7 del mattino e qualche oretta di sonno. La ricetta di oggi l'ho preparata usando la pasta al cacao di Mirco della Vecchia , come condimento ho scelto un abbinameno di sapori che ultimamente mi piace moltissimo da mettere sulla pizza: prosciutto crudo e funghi porcini, ma per non renderlo troppo banale ho creato una crema di prosciutto crudo e poi ho aromatizzato il tutto con olio profumato al porcini. Visto che sono ancora un pò stanchina, non mi dilungo troppo ma lascio subito la ricetta:

250 gr di pasta al cacao (io conchiglie al cioccolato di Mirco della Vecchia )
150 gr di prosciutto crudo
150 gr di ricotta morbida
4 cucchiai di olio extravergine di oliva
sale
4 gocce di aroma di fungo porcino (le mie sono di Flavour art )
Come prima cosa prendiamo il prosciutto e lo frulliamo, poi lo aggiungiamo alla ricotta e mescoliamo finché non otteniamo una crema omogenea regolando di sale se necessario. Mettiamo a cuocere la pasta in abbondante acqua salata, nel frattempo prepariamo l'olio amalgamandogli le gocce di aroma. Una volta cotta la pasta, la scoliamo, la versiamo in una ciotola con la crema di ricotta e prosciutto crudo. Impiattiamo e sopra ciascun piatto versiamo un cucchiaio di olio profumato. Il piatto può essere mangiato caldo, ma il mio consiglio è quello di portarlo in tavola freddo e servirlo come un'insalata di pasta.


giovedì 25 agosto 2011

Crema dolce alla birra



Come alcuni vini, anche tra le birre ci sono quelle adatte per essere utilizzate per i dolci; anni fa assaggiai in un noto locale qui a Trieste dal nome simile alla parola birra, una specie di uovo battuto con la birra e mi era piaciuto moltissimo, un gusto veramente originale e da quella volta mi ero ripromessa di tentare esperimenti in quel senso anche io, ma poi non si era mai presentata l'occasione fino a ieri sera, quando per il desiderio di dover improvvisare un dolcino veloce ho guardato il frigo e ho trovato una bella bottiglia di birra bruna, così mi sono lanciata e ho fatto una crema, l'ho servita in bicchierini colorati e l'ho portata in tavola fiammeggiandola; beh è stata veramente apprezzata e ci ha concesso un momento di freschezza in una serata torrida. Negli ingredienti ho messo anche delle mandorle, perché le birre brune si sposano benissimo con tutta la frutta secca, ma ecco elencato quello che ho usato io:

1/2 bicchiere di birra bruna (io ho usato una 7%)
120 gr di mandorle
130 gr di zucchero semolato
30 gr di amido di mais (io Amizea di Molino Chiavazza)
3 uova
zucchero di canna q.b.
alcool per fiammeggiare
Iniziamo con il triturare né troppo finemente né troppo grossolanamente le mandorle e le mettiamo da parte. Prendiamo un pentolino e fuori dal fuoco vi versiamo dentro lo zucchero e le uova una alla volta, mescoliamo bene poi aggiungiamo l'amido di mais setacciato e le mandorle tritate. Facciamo incorporare bene, infine versiamo la birra e mettiamo sul fuoco mescolando in continuazione finché la crema non si addensa, ci metterà pochissimi minuti.
Lasciamo freddare, poi versiamo in coppette o bicchierini, io ho scelto questi ultimi perché mi sembravano più simpatici e richiamavano l'idea del bicchiere per bere la birra. Versiamo sopra un po' di zucchero di canna e dell'alcool, io ho usato alcool puro, quello che si usa per preparare i liquori, in maniera che il gusto della crema non fosse alterato, si può utilizzare però anche del buon brandy. Ho fiammeggiato e portato in tavola con la fiamma ancora accesa. Come l'acool si consuma, la fiamma si spegne e lo zucchero di canna risulta caramellato. E' una vera squisitezza


Io ho scelto in abbinamento a questo piatto la birra artigianale CANDERIUM prodotta da un piccolo birrificio di eccellenza.


mercoledì 24 agosto 2011

Pane di semola di grano duro con li.co.li



Il pane di semola di grano duro è uno tra i miei preferiti, è saporito, gustoso e si accosta bene con i salumi, con la nutella e con marmellate varie; questa volta ho provato a farlo usando il lievito in coltura liquido, per vedere come si prepara e la sua gestione basta andare qui. La preparazione è un pò lunghetta, in quanto bisogna fare una biga, lasciarla lievitare, impastarla poi con il resto degli ingredienti, lievitare di nuovo e poi cuocere, ma la soddisfazione di avere un pane fatto in casa è impareggiabile e la prima soddisfazione viene proprio dal momento della cottura in cui si avverte l'odore vero del pane, quello fatto senza tanta robaccia chimica, che dura per giorni e giorni e non si muffa mai. Per quanto riguarda il li.co.li invece, ho già parlato più volte dei suoi pregi, del pco spazio e tempo che ci occupa e l'ho usato spesso; ogni volta ho avuto sempre ottimi risultati, le ricette che ho già fatto con questo lievito è possibile vederle qui. Ma ora passiamo a questo pane, per farlo bisogna innanzitutto partire con il "risveglio" del li.co.li; in totale per questo pane servono 16 gr di lievito di birra che per me corrispondono a 270 gr di li.co.li, per cui ho prelevato dal mio barattolo di li.co.li 20 gr di lievito, l'ho messo in una ciotola di vetro coperto da un tovagliolo di carta e ho atteso che raggiungesse la temperatura a mbiente e riprendesse quindi la sua attività e poi ho iniziato a rinfrescarlo ogni 12 h secondo questo rapporto: 100% licoli, 110% acqua, 100% farina ovvero 20 gr di licoli + 22 gr di acqua + 20 gr di farina. La proporzione va applicata ad ogni rinfresco, e tra un rinfresco e l'altro non va tolto niente del licoli ottenuto ma vanno solo aggiunti acqua e farina; ho proseguito i rinfreschi fino a raggiungere una quantità di 270 gr totali di licoli rinfrescato. 
A questo punto si può iniziare a fare la biga con:

500 gr di farina di semola di grano duro rimacinata (io Molino Chiavazza)
100 gr di licoli rinfrescato (oppure 6 gr di lievito di birra)
250 ml di acqua
Ho impastato il tutto e messo a lievitare in una ciotola coperta con un canovaccio per 14h. Trascorso questo tempo ho preparato gli altri ingredienti:

500 gr di farina di semola di grano duro rimacinata
350 ml di di acqua
170 gr di licoli (oppure 10 gr di lievito di birra)
20 gr di sale
5 gr di zucchero
la biga pronta
Ho preso la biga e ad essa ho aggiunto alternandoli la farina e l'acqua; ho unito poi il licoli e lo zucchero e per ultimo il sale; ho formato una palla e ho messo a lievitare al caldo per 1h e 30 minuti. Trascorso questo tempo, ho ripreso il mio impasto e gli ho dato la forma di filoncino, l'ho spolverizzato con un pò di farina e l'ho lasciato lievitare di nuovo per circa 1h e 30 minuti. Nel frattempo ho preparato il forno portandolo a 230°C e mettendo all'interno un contenitore pieno di acqua, a temperatura raggiunta ho infornato il pane e fatto cuocere per 20 minuti, poi ho abbassato la temperatura a 200°C e ho proseguito la cottura per altri 10 minuti. Ne è uscito un pane che ha soddisfatto tutti, dalla mollica bella compatta su cui si può adagiare ogni cosa.















martedì 23 agosto 2011

Vitello tonnato in salsa di lime



Oggi umore nero, ieri sera siamo scesi per prendere l'auto e l'abbiamo trovata incidentata...no comment, penso immaginiate lo stato d'animo. Per consolarmi con qualcosa di buono propongo un vitello tonnato, ma non il classico perché invece di tonnare l'arrosto ho scelto di usare delle comunissime fettine e didare un tocco esotico usando del lime; un tocco personale mio è portare in tavola i ezzi lime spremuti da usare al posto del pane per fare scarpetta, ma si sa che io per questi agrumi stravedo. Per poter fare il piatto occorrono:

600 gr di fettine di vitello
2 scalogni
1 carota
1 costa di sedano
30 gr diu acciughe sottolio
40 gr di capperi
150 gr di tonno sottolio
1 bicchiere di vino bianco
2 lime
1 spicchio di aglio
olio extravergine di oliva
sale
Tritiamo finemente scalogni, carota e sedano e mettiamoli ad appassire in una padella con un filo di olio extravergine di oliva, dopodiche aggiungiamo le fettine, saliamo su entrambi i lati, e facciamo rosolare; sfumiamo poi con vino bianco e portiamo a termine la cottura. Mettiamo le fettine da parte e iniziamo a preparare la salsa; per prima cosa spremiamo i lime e mettiamo il succo nel boccale di un mixer assieme a tonno sgocciolato, aglio, acciughe, capperi e il fondo di cottura delle fettine comprese le verdure; aggiungiamo un goccino di olio e frulliamo fino ad ottenere una salsina. Riprendiamo ora le nostre fettine e disponiamole su un piatto da portata, spalmiamo sopra la nostra crema e il piatto è pronto. Questo può essere servito sia così appena fatto sia freddo come un normale vitello tonnato, la salsa sopra impedirà alle fettine di indurirsi rilasciando ad esse la sua umidità.


lunedì 22 agosto 2011

Risotto con l'astice



Questo fine settimana appena trascorso è stato dominato dall'afa, ieri per cercare di sfuggire alle temperature altissime che erano state preannunciate per Trieste siamo tornati di nuovo in Austria; questa volta abbiamo visitato un parco in mezzo al bosco e a parte quei rarissimi momenti in cui si passava sotto il sole il clima era freschissimo. Lì abbiamo anche gustato salumi, formaggi, burri  e ricotta fatti in casa e soprattutto in maniera artigianale, erano ottimi, sapori così sono da cercare e da provare. l'unico dispiacere è stato non poter acquistare nulla perché col caldo avremmo portato a casa tutta roba già rovinata. Il nostro programma poi prevedeva anche una gita in funivia ma un pò perchè era tanto caldo e un pò perché io sudavo come una fontana abbiamo scelto di fare dei giri in auto e di fermarci al fresco a mangiare un bel gelato al limone. Come tiro giù le foto dalla macchinetta le unirò alle altre e ve le mostrerò, promesso!! Anche oggi, tanto per cambiare, si muore dal caldo, per cui vi propongo un piatto che sa di mare per sognare il fresco di un bel bagno in acqua, un risotto con l'astice.  Per questo piatto occorrono:

320 gr di riso
2 astici
2 foglie di alloro
30 gr di burro
1 cipolla
1 spicchi di aglio
1/2 bicchiere di vino bianco secco
sale, pepe
olio extravergine di oliva
Lessare per 20 minuti i due astici in acqua salata e aromatizzata con l'alloro, togliere glia stici e aprirli per staccarne la polpa, che andremo a fare a tocchettini. Lasciamo da parte sia l'acqua di lessatura che la polpa di astice e iniziamo a preparare il risotto. Tritiamo la cipolla e l'aglio e rosoliamoli nell'olio di oliva, se non si sopporta l'aglio questo può essere aggiunto intero e poi tolto non appena inizia a prendere colore. Aggiungiamo il riso e lasciamolo tostare, poi sfumiamo con il vino bianco e lasciamo evaporare. Aggiungiamo l'acqua di lessatura degli astici un mestolo alla volta e regoliamo di sale se dovesse esserci bisogno; a metà cottura del riso, circa dopo 10 minuti, aggiungiamo anche la polpa dell'astice (io ho aggiunto anche un pò di uova) e proseguiamo la cottura finchè il riso non sarà cotto. A questo punto spegniamo il fuoco, aggiungiamo il burro e lasciamo mantecare. Questo risotto può essere preparato anche con gamberi, gamberetti, aragoste e grancevole mantenendo lo stesso procedimento.

sabato 20 agosto 2011

Sformato di cavolfiore



Oggi volevo darvi la ricetta di un piatto che permette di valorizzare il cavolfiore e lo rende appetibile anche a chi non ama questa verdura; il cavolfiore è l'ingrediente principale ma grazie a besciamella e parmigiano acquista un sapore più appetibile, ovvio che non sarà mai come un bel pesce alla griglia o un piatto di carne con quei sughetti che fuoriescono ad ogni morso però ogni tanto un piatto di verdure ci sta bene e ci fa bene soprattutto in estate quando sudiamo tantissimo. A vedersi magari non sarà bellissimo, però il gusto ci ripaga; va servito rigorosamente freddo o al massimo tiepido. Io l'ho preparato così:

1 kg di cavolfiore
2 uova
150 gr di parmigiano grattugiato
500 ml di besciamella
sale, pepe
burro
Innanzitutto suddividiamo in piccole cimette il nostro cavolfiore poi lessiamolo in abbondante acqua salata per 15 minuti (oppure mettiamolo in pentola a pressione con un paio di mestoli di acqua e lessiamo per 4 minuti dal fischio); dividere in cimette è essenziale per 2 motivi: il primo è che così riduciamo di circa la metà il tempo di cottura, il secondo è che se ridotto in cimette il cavolfiore emana meno odore.
Una volta lessato, lo scoliamo, lo mettiamo in una ciotola, lo schiacciamo un po' con una forchetta e lo lasciamo raffreddare. Nel frattempo battiamo le uova assieme a metà del parmigiano grattugiato, aggiungiamo la besciamella e regoliamo di sale e pepe. Versiamo questo composto sul cavolfiore e mescoliamo bene. Prendiamo a questo punto una teglia, la imburriamo e mettiamo dentro il cavolfiore, spolverizziamo la superficie con il parmigiano rimasto e con qualche fiocchetto di burro e lasciamo cuocere in forno a 180° finché non vediamo che si forma una bella crosticina. Lasciamo poi freddare completamente e portiamo in tavola; secondo me è anche meglio se preparato il giorno prima.

Per chi volesse fare la besciamella in casa le dosi che uso io sono:

500 ml di latte freddo
50 gri di farina
50 gr di burro
sale, noce moscata
In un pentolino si scioglie il burro a fuoco bassissimo, a questo uniamo la farina e solo dopo che abbiamo ben amalgamato il tutto versiamo il latte poco alla volta, aggiungiamo sale e noce moscata e lasciamo sul fuoco finché non addensa.

venerdì 19 agosto 2011

Spezzatino Vindaloo



Mi piace molto cucinare con le spezie, non lo faccio tutti i giorni però ogni tanto è bello tirare fuori un piattino che sa di esotico. Avevo da parte dello spezzatino e per poterlo gustare in una maniera non pesante e che andasse bene anch in estate ho pensato di fare una ricetta indiana, il Vindaloo appunto; il perché è semplice, i piatti tanto speziati vanno mangiato tiepidi, solo così infatti è possibile apprezzare tutti i profumi liberati dalle spezie usate. Non so se la ricetta sia quella corretta, comunque questa è la mia versione e per farla cìè bisogno di:

500 gr di spezzatino di manzo
1 cucchiaio di olio extravergine di oliva
1 cipolla affettata sottilmente (io ne ho messa solo mezza)
1 cucchiaino di cumino
1 cucchiaino di cardamomo
1 cucchiaino di fieno greco
1 cucchiaino di peperoncino
1 cucchiaino di senape in polvere (io ho usato la senape "liquida")
1/2 cucchiaino di cannella
2 cicchiaini di zenzero
1 spicchio di aglio
1/2 bicchiere di aceto bianco
1/2 bicchiere di brodo
1 cucchiaino di zucchero
sale (io sale viola Kala Namak di tec-al)
pepe
Mettiamo per prima cosa la carne a rosolare con l'olio di oliva; quando si sarà formata una crosticina su tutti i lati la toglieremo e la metteremo da parte in un piatto. Nella stessa pentola dove abbiamo cucinato la carne metteremo la cipolla e la lasceremo appassire per 5 minuti, uniamo poi l'aglio e tutte le spezie e lasciamo riscaldarle per 1 minuto a fiamma medio bassa. Rimettiamo in pentola la carne e mescoliamo per fare aderire le spezie su tutti i lati, versiamo aceto, brodo e zucchero, regoliamo di sale e pepe e lasciamo sobbollire, coprendo la pentola con un coperchio, per circa un'oretta o finchè la carne non è cotta. Lasciamo intiepidire e portiamo in tavola. In teoria come accompagnamento andrebbe portato del riso al naturale; io invece ho un pò italianizzato la preparazione finale portando in tavola lo spezzatino con della cicorietta selvatica lessata e poi passata in padella con aglio e pelati


giovedì 18 agosto 2011

Crostata lemon-lime



Oggi sono felicissima perché ho ottenuto un piccolo riconoscimento, ovvero essere l'autore del giorno nella community di Paperblog così ho voluto festeggiare con un dolce che mi rappresentasse, e per essere tale questo dolce deve assolutamente profumare di limone e di lime (si capisce dai colori e dallo sfondo del mio blog quando adoro questi frutti?). Come dolce ho fatto una crostata perché mi sembra molto più estiva rispetto ad altri dolci; adesso però dovevo trovare il modo per formulare una frolla che esaltasse il profumo di limone e lime e allo stesso tempo non fosse pesante, infatti il brutto dei dolci con le creme è che si hanno troppe uova tra pasta e ripieno e si finisce per avere un dolce che con una sola fettinetta ti sazia. Io ho scelto quindi di fare una pasta frolla senza uova, ideale per chi vuole stare più leggero e /o attento alla linea e per chi ha allergia o intolleranza alle uova. La farcia che ho fatto è profumatissima, gli ingredienti base sono scorza e succo di questi frutti, vi lascio quindi immaginare l'odore che lascia per tutta casa; per la decorazione, visto che non volevo stracaricare la mia crostata ho scelto di sciroppare un lime e disporlo a formare un sole; infatti sia per colori che per profumi questa crostata è un po' l'immagine dell'estate.
Iniziamo a prepararla, vi avviso subito che alla base di tutta la preparazione c'è l'acqua fredda per cui consiglio di mettere circa 500 ml di acqua naturale o di rubinetto in frigo o in congelatore per almeno10 minuti, solo quando questa sarà bella fredda si potrà iniziare a lavorare.
Come prima cosa prepariamo ovviamente il nostro guscio di pasta frolla, per cui ci serviranno:

160 gr di farina 00 (io Molino Chiavazza)
60 gr di mandorle 
90 gr di burro morbido
2 cucchiai di acqua fredda
Frulliamo le mandorle fino a ridurle a farina e tagliamo il burro a tocchetti; mettiamo la farina al centro di una spianatoia e creiamo la fontana all'interno della quale metteremo le mandorle in polvere, il burro a tocchetti e l'acqua; impastiamo velocemente aggiungendo altra acqua se fosse necessario. Diamo alla nostra pasta la forma di una palla e mettiamola in frigo per circa 20 minuti a consolidarsi; trascorso questo tempo, stendiamola e rivestiamo con essa uno stampo da 24 cm di diametro, consiglio uno stampo a cerniera che ci agevolerà poi anche nel riempimento con la farcia. Copriamo la nsotra frolla con un foglio di carta alluminio e lasciamo cuocere in forno preriscaldato a 180° per 20 minuti, togliamo poi l'alluminio e lasciamo ancora in forno per pochissimi minuti finché la pasta ha acquisito un bel colore dorato. Al termine della cottura lasciamo freddare completamente all'interno dello stampo












Adesso prepariamo la farcia con in ordine di utilizzo:

1 cucchiaio di scorza di limone
2 cucchiai di scorza di lime
200 ml di succo di limone
3 cucchiai di succo di lime
100 gr di zucchero
250 ml di acqua fredda
5 cucchiai di maizena (io Amizea di Molino Chiavazza)
6 cucchiai di acqua fredda
3 tuorli
Mescoliamo in un pentolino le scorze ai succhi e allo zucchero, uniamo l'acqua e mettiamo sul fuoco a fiamma bassa finchè lo zucchero non si scioglie; non si deve raggiungere mai l'ebollizione in questa fase altrimenti invece che lo sciroppo si avrà il caramello, è per questo che preferisco usare acqua fredda, l'ebollizione arriverà più tardi e noi possiamo lavorare con tranquillità. Nel frattempo prepariamo una pastella mettendo in una ciotola la maizena e i 6 cucchiai di acqua. 








Non appena lo zucchero si è sciolto, andremo ad aggiungere la pastella allo sciroppo, alziamo il fuoco e portiamo mescolando continuamente ad ebollizione e lasciamo cuocere finché non si ottiene una crema densa, io ho impiegato circa 4 minuti, quasi a fine cottura uniamo i tuorli uno alla volta. Lasciamo raffreddare completamente. Chi volesse può fare una versione senza uova, basta aggiungere al posto di queste 2 fogli di gelatina precendentemente ammollati.
Ultima fase prima dell'assemblaggio, la decorazione, per questa servono:

1 lime
60 ml di acqua fredda
100 gr di zucchero
In un pentolino uniamo acqua e zucchero, poniamo sul fuoco a fiamma bassa e lasciamo che lo zucchero si sciolga senza mai bollire. Intanto prendiamo il nostro lime, laviamolo e tagliamolo in 6 spicchi, per facilitarmi il compito io ho usato Banzai di Ipac, linea Genietti un attrezzino non solo bello da vedere ma anche utili perchè consente di avere spicchi perfetti e di procedere più velocemente nel fare le decorazioni, cercatelo, ve lo consiglio. 












Non appena lo zucchero si è sciolto, buttiamo i nostri spicchi nello sciroppo, alziamo la fiamma fino a far raggiungere il bollore e sempre mescolando lasciamo sciroppare per 3 minuti. Scoliamo e mettiamo a freddare anche questi.
Adesso assembliamo il tutto versando la crema nel guscio di pasta frolla e decorando con gli spicchi sciroppati. Chi vuole una fetta?






mercoledì 17 agosto 2011

Involtini di petto di pollo e lattuga



Visto che le alte temperature sono tornate, ieri sera ho pensato di preparare un piattino leggero a base di petto di pollo, ma non volendo fare le solite ricette e cercando un gusto nuovo che mi spingesse a mangiare, visto che se è troppo caldo mi si chiude lo stomaco, ho ideato questi involtini. A me sono piaciuti tantissimo, hanno un gusto fresco e sono ottimi sia caldi che tiepidi; per prepararli ho usato:

300 gr di petto di pollo
4/5 foglie grandi di lattuga
sottilette (io fettine a base di latte In.al.pi)
1 bicchiere di vino bianco
sale, pepe
olio extra vergine di oliva
Battiamo il petto di pollo con il batticarne e tagliamolo in dimensioni adatte per fare gli involtini (io in genere taglio una fetta a metà). Stacchiamo e laviamo le foglie di lattuga, mettiamole poi in una padellino con un goccio di olio, saliamo e lasciamo cuocerle per circa 5 minuti o finchè non sono ben appassite; in questa maniera risulteranno ancora più digeribili. Prendiamo i tranci di petto e sopra ciascuno di essi mettiamo un pezzetto di lattuga e una strisciolina di sottiletta; sigilliamo con stuzzicadenti e mettiamo in una padella con un filo di olio. Facciamo rosolare su tutti i lati, aggiustiamo di sale e pepe e versiamo il nostro bicchiere di vino; lasciamo cuocere per circa 15 minuti a fiamma media con il coperchio, rigirando a metà cottura gli involtini. Scoperchiamo e lasciamo restringere il sughetto e i nostri involtini sono pronti. Lasciamo raggiungere la temperatura desiderata prima di portare in tavola.


martedì 16 agosto 2011

Pasta al farro con salame e peperoni



Ri-eccomi di nuovo qui dopo dei meravigliosi giorni trascorsi in Austria dove spero di ritornare prestissimo; ho visitato Klagenfurt e alcuni paesi sul Worthersee per poi fare un salto su alcune cime alpine altissime e ritornare in Italia passando per Villach. Ho scoperto luoghi incantevoli, verdi e puliti e che fanno rattristare pensando a quanto poco verde, zone pedonali, piste ciclabili e strade per andare a correre ci sono in Italia. Ho scattato tantissime foto che stanno ancora tutte nelle digitali, magari nei prossimi giorni ne posterò qualcuna.
Mi ha fatto piacere vedere che nonostante la mia assenza del mio blog non vi siete dimenticati e infatti ho trovato oltre che dei cari messaggi anche un bel premio da una blog-amica che vive in India : Jay alla quale dico: GRAZIE!!!
Prima però di rigirare questo premio volevo descrivere uno di quei piatti che faccio spesso quando ho poco tempo e non mi va di rinunciare ad un buon piatto di pasta; secondo me si possono usare tutti i tipi di pasta ma essendo un sugo abbastanza rustico questo che ho preparato, io ho optato per un tipo che ne ricordasse la "rusticità" ovvero la pasta al farro. Come formato invece è ottimo qualsiasi formato di pasta corta; la pasta che ho scelto io sono le eliche integrali al farro di Verrigni dal gusto unico e che reggono molto bene la cottura. Per preparare questa pasta, dunque, occorrono:

160 gr di pasta (io eliche integrali al farro di Verrigni )
1 peperone carnoso
50 gr di salame tagliato spesso
pecorino grattugiato a piacere
sale
Iniziamo con il tagliare a tocchetti il salame e a dadini il peperone; prendiamo un pentolino e mettiamo dentro il salame e lasciamolo cuocere finché non ha turato fuori il suo grasso, a questo punto possiamo o aggiungere i peperoni e farli appassire con il grasso del salame (versione gustosa) oppure scolare il grasso e aggiungere un filino di olio prima di aggiungere i peperoni. Io preferisco usare il grassetto del salame, togliendone un pò se è troppo, perché da più gusto e lega meglio i sapori. Saliamo i peperoni e lasciamoli cuocere finché non sono completamente appassiti. Nel frattempo cuociamo la pasta. Una volta che questa è cotta la scoliamo e la condiamo con salame e peperoni, versiamo abbondante pecorino grattugiato e mescoliamo bene finchè questo non inizia a sciogliersi e il nostro piatto è pronto.


venerdì 12 agosto 2011

Sardoni in savor



I sardoni (o alici) fatti in questa maniera sono uno dei piatti tipici qui a Trieste, ed è difficile trovare un posto dove non vengano presentati nel menù. Savor significa sapore e il savor è una specie di marinata che da più gusto al pesce e il cui ingrediente base è la cipolla. Il piatto è nato grazie ai marinai che mediante questa marinata riuscivano a portarsi dietro il pesce ed evitavano di ammalarsi di scorbuto. Benché si parli di marinata, i sardoni non vengono serviti crudi ma fritti in olio caldo dopo essere stati passati solamente nella farina, niente uova e niente pastelle quindi. Lo prepariamo così:

500 gr di sardoni (o alici)
100 gr di cipolla
100 ml di aceto
1/2 bicchiere di acqua
olio extravergine di oliva
olio per fritture
sale, pepe, alloro
Iniziamo dal pesce che va lavato e spinato; togliamo poi la testa e cerchiamo di far restare il filetto intero. Laviamo di nuovo e asciughiamo i sardoni su carta da cucina, poi passiamoli nella farina e friggiamoli in abbondante olio per fritture. Lasciamoli scolare, a fine cottura, su carta assorbente e saliamoli un pochino.
Iniziamo a preparare il Savor affettando sottilmente la cipolla, mettiamola in un pentolino con un filo di olio extravergine di oliva e lasciamola appassire a fiamma bassa per circa 10 minuti; a questo punto versiamo sia l'acqua che l'aceto, il pepe e l'alloro e lasciamo sul fuoco finché il tutto non si è ridotto della metà. Infine non ci resta che prendere il nostro savor e, dopo aver messo i sardoni su un piatto da portata, versarlo sopra. Questo piatto si mangia freddo o al massimo tiepido, ed è un ottimo modo per gustare le alici.
Approfitto per augurare a tutti un buon ferragosto, ci si rilegge martedì!!

giovedì 11 agosto 2011

Risot cui capus, risotto con il cappuccio



In questi giorni in cui le temperature continuano a essere poco estive, fatta eccezione per l'umidità che fa sudare comunque, avevo voglia di preparare un piatto che ricordasse i sapori della triestina Jota ma che non fosse poi così tanto invernale. Pescando dalla cucina tradizionale friulana, ho provato a fare questo risotto con il cavolo cappuccio, ne è uscito un piatto profumato ma leggero, da un gusto che magari non a tutti piace ma che qui invece ha molto sostenitori. Io vi racconto come lo ho preparato così chi volesse provare un pò di profumi del Friuli-Venezia Giulia sa come fare; dunque servono:

200 gr di cavolo cappuccio
25 gr di lardo (io ho usato pancetta affumicata)
1 spicchio di aglio
1/2 cipolla
1 cucchiaino di semi di cumino
150 gr di riso
500 ml di brodo
1 cucchiaio di panna
montasio grattugiato a piacere
sale, pepe
olio extravergine di oliva
Iniziamo con il pulire il cavolo togliendo foglie esterne e torsolo, poi lo tagliamo a striscioline; affettiamo sottilmente la cipolla, tritiamo l'aglioe  facciamo a tocchetti il lardo o la pancetta. Mettiamo tutto in una pentola per risotti e rosoliamo. Per questo risotto io ho usato di nuovo la mia pentola della linea optima di Domo 


 che sto mettendo sotto sforzo e è ancora come al primo utilizzo e inoltre essendo in ceramica non altera il gusto del cibo che vi si cuoce e non lascia pezzetti di rivestimento nelle nostre preparazioni.
Una volta rosolato il tutto, versiamo i semi di cumino e a recipiente coperto lasciamo cuocere per circa 40 minuti mescolando di tanto in tanto; a questo punto uniamo il riso, lo facciamo tostare e poi portiamo a cottura aggiungendo il brodo un poco alla volta e regolando di sale se necessario. A cottura ultimata aggiungiamo panna e formaggio grattugiato e lasciamo mantecare qualche minuto prima di portare in tavola. Io questo risotto l'ho gustato tiepido e mi è piaciuto molto di più così perché si riusciva a cogliere al meglio tutti i vari sapori.

Il post non è finito, e come sto facendo da qualche giorno vi porto a spasso con me. Ieri sono stata a Piran (Pirano d'Istria), un piccolo paesino sloveno alle porte della più famosa Portoroz (Portorose); Piran è una piccola perla che si affaccia sul mare, piccola perchè l'area del paese è solamente di 1 kmq. Ha una bella piazzetta affacciata su un'insenatura del mare, una specie di piazza Unità di Trieste ma in miniatura, e dei belvederi unici che lasciano spaziare gli occhi su tramonti sul mare mozzafiato e sulla vicina Croazia. Le vie sono strettissime, infatti non vi si può arrivare in auto, ma ci sono numerosi parcheggi subito fuori e dei bus navetta gratuiti che portano in centro. Vi regalo due foto:

Panorama della città al tramonto

Piazza Tartini


mercoledì 10 agosto 2011

Carne in salsa al vino rosso e gita a Lipica



Ieri pomeriggio sono stata in gita a Lipica a vedere i famosissimi cavalli bianchi lipizzani; ci vado spesso, non solo perché il posto da un senso di pace e tranquillità ma anche perché mi piacciono i cavalli, questi in particolare sono molto docili e intelligenti. Vi mostrerò a fine post un po' di foto. Intanto rimanendo in ambito culinario e per omaggiare la Slovenia dove trascorro quasi tutte le mie giornate, volevo presentarvi una ricetta molto semplice che ho chiamato semplicemente salsa al vino rosso allargando un po' gli orizzonti sulla scelta del vino mentre qui viene fatta essenzialmente con vino Terrano o Refosco, due vini dal gusto molto aspro e forte. Questa salsa viene usata per dare gusto a carni cotte in maniera semplice, tipo griglia o brasato, io in genere la uso o su semplici fettine fatte in velocità o su salsicce alla griglia; alla fine il piatto ne risulta molto più buono e la salsa è un invito a scarpettare se non leccare il piatto. Ovvio che deve piacere il gusto del vino rosso. La salsa si conserva in un barattolino in frigo, se dovesse addensarsi troppo basta poi riscaldarla sul fuoco o in microonde per pochi minuti. Per prepararla occorrono:

500 ml di vino rosso (io Refosk di Izola)
300 ml di brodo di carne
20 gr di burro
1 cucchiaio di farina
sale
bacche di ginepro, alloro, erba cipollina
Schiacciamo le bacche di ginepro e tritiamo alloro e erba cipollina; Versiamo tutto in un pentolino assieme al vino e a un pizzico di sale e facciamo bollire a fiamma alta fino a che non si è ridotto a 1/3 del volume iniziale; nel frattempo lavoriamo il burro con il cucchiaio di farina fino ad avere una crema, questo procedimento serve a non formare grumi di farina in cottura. Aggiungiamo al vino il brodo e la crema di burro e farina e cuociamo finché la salsa non si è legata e ha raggiunto la consistenza che vogliamo.

E adesso vi riporto a Lipica, che in sloveno significa piccolo tiglio, infatti tutta l'area di allevamento dei cavalli è piena di questi alberi. Il cavallo lipizzano è un pò uno dei simboli della Slovenia, se vi sono capitati in mano euro sloveni li potrete ammirare sulle monetine da 20 centesimi; sono cavalli molto eleganti, alla maggior parte della gente saranno noti per essere i cavalli amati da Sissi e per essere i prediletti dalla scuola di alta equitazione di Vienna. Non sono animali selezionati per la lo forza, ma per la loro bellezza ed eleganza. Sono completamente bianchi, anche se alla nascita sono scuri e solo crescendo mutano il loro mantello in bianco candido. Uno dei motivi per cui vado spesso a Lipizza è fare un saluto a Pluto Steaka XV, un bellissimo cavallo di 26 anni, oramai è un vecchietto ma nella stalla degli stalloni fa ancora bella figura di sé e caratterialemnte mi somiglia un pò: non gli piace stare al chiuso; le altre due foto sono la stalla delle fattrici con i loro piccoli di 3 mesi e una mamma che allatta il suo piccolino.


Pluto

Fattrici e i loro piccoli
Una mamma con il suo piccolino

martedì 9 agosto 2011

Biscottini con ripieno di caramelle



Cinque anni fa per la prima volta i miei occhi hanno incontrato quelli di un ragazzo e ho capito subito che da quegli occhi non mi volevo più separare; da quel giorno sono arrivati tanti momenti felici assieme, una casa, un cagnolino e tanta voglia di vivere la vita l'uno accanto all'altro; per festeggiare ho preparato questi biscottini di pasta frolla a cui ho dato la forma di cuoricino e che ho riempito con caramelle tritate; il contrasto tra la frolla e la caramella è molto particolare perché si passa dal morbido al croccante ma è il particolare che differenzia questo tipo di biscotto da altri frollini. L'esecuzione è velocissima, altrettanto lo è la cottura, per cui perché non provarli?
Ecco come si fanno; per la frolla occorrono:

200 gr di farina 00
100 gr di burro morbido
80 gr di zucchero
1 uovo intero
Come sempre setacciamo la farina e formiamo una fontana su un piano da lavoro, aggiungiamo zucchero, burro a tocchetti e uovo e impastiamo; formiamo un panetto e lasciamolo riposare sul piano da lavoro coperto con un tovagliolo; nel frattempo accendiamo il forno e portiamolo a 180°C e prepariamo il ripieno.

Ripieno: 
40 gr di caramelle dure
Mettere le caramelle nel frullatore e ridurle in polvere; si possono usare caramelle colorate e di tutti i gusti che vogliamo, e si possono tritare anche caramelle di diversi colori per creare disegni all'interno del nostro biscottino. Io ho usato caramelle rosa/rosse al lampone, il loro profumo si avverte molto una volta tirati fuori dal forno i biscotti.

Torniamo alla pasta, stendiamola con il mattarello e prendiamo due tagliapasta: io ho scelto due cuoricini uno più grande dell'altro; con il tagliapasta grande tagliamo il nostro biscotto che andremo ad adagiare sulla carta forno, con il tagliapasta piccolo toglieremo una porzione interna al biscotto. Dovremo quindi ottenere cornicetta di pasta frolla al cui interni metteremo la polvere di caramella; questa va messa la quantità necessaria a riempire il buco ma non troppa, altrimenti la parte centrale risulta non omogenea.
Una volta pronti i biscotti vanno cotti per 10 minuti, non uno di più né uno di meno, li lasciamo poi sulla carta forno a freddare finché il centro di caramella non si è solidificato.




lunedì 8 agosto 2011

Pasta al profumo di origano



Questo weekend è stato magnifico, benché il meteo non avesse promesso giornate piene di sole non siamo rimasti in casa ma abbiamo approfittato per fare un bel giro in Slovenia, una terra che io adoro piena di verde, di natura e di tante cose belle; quella terra ha un richiamo su di me, molto forte, per questo almeno una volta a settimana devo andarci, sarà perché sono sempre stata abituata a vivere tra i boschi ma lì mi sento a casa. Alla fine del post metterò qualche foto.
Quando si rientra da una vacanza, lunga o breve che sia, non si ha magari né tanta voglia di mettersi subito in cucina né tante cose a disposizione in dispensa; questa pasta che propongo oggi è uno di quei piatti che si prepara in pochissimi minuti, con pochissimi ingredienti e ha un profumo che piace a tutti. Io l'ho preparata con:

350 gr di pasta rigata
300 grdi pomodori pelati
50 gr di pane grattugiato
1 spicchio di aglio
origano a piacere
sale
olio extravergine di oliva
Mentre cuciamo la pasta in abbondante acqua salata, in un pentolino prepariamo il sughetto; riscaldiamo un goccio di olio con lo spicchio di aglio che toglieremo non appena inizierà a scurirsi. Versiamo nell'olio i pomodori e lasciamoli cuocere per 5 minuti mescolandoli e schiacciandoli con una forchetta; aggiungiamo il pane grattugiato, regoliamo di sale e cuociamo per altri 2/3 minuti. Scoliamo la pasta e condiamola con il sugo, per ultimo spolveriamo con origano e portiamo in tavola.

Vi regalo ora un po' di foto; queste sono di Ljubljana e si può vedere il drago simbolo della città sullo Zmajiski most, il grande parco Zvezda in Kongresni trg e uno dei ponti sulla Ljubljanica:





A Pivka abbiamo visto la prima bandiera della Repubblica slovena che è stata sventolata per la prima volta quando è stata dichiarata l'indipendenza


Infine il grande parco di Postojna (Postumia) a dimostrazione che lì di bello non ci sono sono le grotte


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