Se ti piace il mio blog clicca qui

venerdì 30 marzo 2012

Cucina regionale giuliana: La schnitte

©http://nuvoledifarina.blogspot.it Eccoci al venerdì ed eccoci all'appuntamento con la cucina tipica regionale, questa volta faremo un giro tra le varie regioni italiane confrontando le varie ricette che hanno come ingrediente le uova.


Alla raccolta hanno partecipato queste regioni:


CALABRIA: Uova ca n’duja di Rosa ed Io 
CAMPANIA:   Uova alla parmigiana di Le Ricette di Tina
SICILIA: Pisci d’ova di Cucina che ti passa 
TOSCANA:  Latte alla portoghese di Non Solo Piccante 
LOMBARDIA: Uova in cereghin con asparagi di L’Angolo Cottura di Babi
VENETO: Frittata con i bruscandoli  di SemplicementeBuono 
PIEMONTE:  Fritò ncu j-èrbe  di La Casa di Artù
EMILIA ROMAGNA: Frittata di spinarò di Zibaldone Culinario 
TRENTINO ALTO ADIGE: Omelette dell’imperatore bigusto di A Fiamma Dolce 
PUGLIA: Cocottina  di nidi di cime cicorie con uova di Breakfast da Breakfast da Donaflor 

e qui da me: FRIULI VENEZIA GIULIA: La schnitte 

Come al solito la ricetta è in dialetto e più sotto è scritta anche in italiano:



El schnitte xe un dolce che oramai no lo conosi piu nisun; xe un dolce e xe la merenda che se ghe dava ai fioi tanto tempo fa. Xe una ricetta che evoca ricordi e paesaggi in bianco e nero de una cità che per tanti motivi no la iera ancora vitima del consumismo, una cità ancora piena de verde (perche ancora oggi Trieste ga el pregio de gaver tantissimi spazi verdi) e dove i prodotti della campagna i iera sempre sule tole. Sta qua xe una foto de Trieste tanti anni fa, la foto la go ciolta zo del web.




Ecco come se prepara el schnitte, basta poche robe che se ga sempre in casa:

2 fete de pan duro almeno de un giorno
1 ovo
1 cuciar de vin bianco
una scorza de limon gratada (chi che vol)
1 cuciar de zuchero
latte q.b.
burro q.b.
Intanto preparemo do piatti fondi, in un metemo un fia de latte e nel’altro la scorza del limon, el zucchero, l’ovo e el vin; ciolemo le fete de pan e metemole de parte












Battemo l’ovo con la forchetta fina che no xe tuto ben misiado. Ciolemo una picia feta de pan e tocemola nel latte per smoiar la mollica; dopo passemola nel piatto con l’ovo batudo zercando de far star ben l’ovo su tuta la feta de pan e dopo metemo la feta de pan a cusinar in padella con un fia de burro fuso. Femo la stesa roba con l’altra feta de pan.
Appena  cusinade le fete de pan metemmoghe sora el zucchero intanto che le xe ancora calde e la merenda xe pronta.


Schnitte è  un dolce che non conosce quasi più nessuno o nessuno; è un dolce, ed è anzi era la merenda che veniva data ai bambini tanto tempo fa. E' una ricetta che evoca ricordi e paesaggi in bianco e nero di una città che per tanti motivi ancora non era caduta vittima del consumismo, una città ancora più piena di verde (perché anche oggi Trieste ha il pregio di avere tantissimi spazi verdi) e in cui i prodotti della campagna spadroneggiavano sulle tavole. Questo è uno scorcio di Trieste tanti anni fa, l'immagine è presa dal web.

Ecco come si prepara la Schnitte, bastano pochissimi ingredienti che si hanno sempre in casa:

2 fette di pane casereccio vecchio di almeno un giorno
1 uovo
1 cucchiaio di vino bianco
la buccia grattugiata di un limone (facoltativo)
1 cucchiaio di zucchero
latte q.b.
burro q.b.
Innanzitutto prepariamo due ciotoline, in una mettiamo un po' di latte e nell'altra mettiamo la buccia di limone, lo zucchero, l'uovo e il vino; prendiamo poi le nostre fette di pane e teniamole da parte.
Battiamo l'uovo con la forchetta finché tutto non si è ben mescolato. Prendiamo una fettina di pane e bagniamola nel latte per ammorbidirne la mollica; poi passiamola nel piatto con l'uovo battuto cercando di far aderire l'uovo su tutta la superficie e poi mettiamo la fetta così preparata a cuocere in padella con un po' di burro fuso. Facciamo la stessa operazione con l'altra fetta di pane.
Appena finito di cuocere e quando le fette sono ancora calde cospargiamole di zucchero e la nostra merenda è pronta.


67 commenti:

  1. Che meraviglia!!Semplice, ottimo...che sa di buono su serio!!!!!Brava Stefy!!!!tutto quel che fai sa di buono!!!Un bacione

    RispondiElimina
  2. Quanti ricordi delle merende di quand'ero piccola....

    RispondiElimina
  3. E' proprio vero che i piatti tradizionali ci fanno riscoprire tante ricette interessanti! Il tuo schnitte mi ispira proprio!

    RispondiElimina
  4. ma sai che mia mamma la preparava sempre?quando avanzava l'uovo per le cotolette però..senza zucchero!che buona!!!bravaaa

    RispondiElimina
  5. Una fettona per me cara Stefania!!!!!!!!Ma una bella grande ...perchè non l'ho mai mangiato ....che splendido dolce a sorpresa!!!!!!!Complimenti!!!!!!!!Un bacione e GRAZIE!!!!!!!!!!!

    RispondiElimina
  6. Ne è rimasta una fetta per me ??? Troppo buono !

    RispondiElimina
  7. Mi metto in fila anch'io per una bella fetta di questo dolce così particolare nella sua semplicitá! Grazie, bellissima ricetta, buon fine settimana!

    RispondiElimina
  8. Una ricetta che davvero ricorda le tradizioni e la capacità di preparare dei buoni pasti senza spendere troppo.
    Brava, come sempre!!!

    RispondiElimina
  9. i piatti semplici di una volta sono sempre buoni ed evocano piacevoli ricordi!
    il tuo dolce è delizioso! brava come sempre!
    bacioni

    RispondiElimina
  10. Ma che ricetta insolita..una merenda speciale per bimbi bravi, vero?
    Ricordo qualcosa di simile fatto da mia nonna, ma senza il limone che secondo me lo migliora notevolmente! Bacioni!

    RispondiElimina
  11. Eccomi :-) giro di uova stasera ! Sempre bello leggere la ricetta in dialetto e un piatto semplice ma di grande gusto! Bacioni

    RispondiElimina
  12. Semplice e buonissimo! bravissima come al solito!

    RispondiElimina
  13. ma che meraviglia stefy!!! anche la foto d'epoca è stupenda!!! tu sei il mio idolo, che te lo dico a fare....e in bocca al lupo per il contest

    RispondiElimina
  14. era una merenda di certo più buona di quelle impacchettate che ci sono adesso ! un bacione Stefania...

    RispondiElimina
  15. Ciao la schnitte resta un so che di arcaico con il tedesco e allora non c'era tutto il ben di Dio e da bambina veniva inbevuta nel latte in polvere sciolto in acqua poi fritta nella margarina salata e ..poio se si trovavao un po di limone e cosa più rara lo zucchero.
    Ci si accontentava e sembrava tanto tanto buona la tua ricetta è una leccornia.
    Buon sabo cara concittadina
    Ciaooo un abbraccio

    RispondiElimina
  16. Ciao, che bella merenda, grazie per avercela fatta conoscere, la proporrò al mio bambino! :P
    Grazie per la partecipazione la mio contest, in bocca al lupo!

    RispondiElimina
  17. una merenda davvero profumata.. mi hai fatto ricordare quando mia nonna a merenda mi faceva l'uovo battuto con un goccio di Marsala, o se non c'era quello, un poco di vino (!?..siii, vino!) ma quanto tempo è passato?
    troppo!

    RispondiElimina
  18. Brava little sister!!! Come sempre adoro la versione in dialetto!!! La mia merenda da piccola?? Pane burro (un bel dito di burro) e zucchero un giorno e il giorno dopo pane, aceto, olio e sale (che io preferivo)ma com'è che allora nessuno aveva il colesterolo alto e il diabete???
    Bacioni

    RispondiElimina
  19. Mica male questa ricetta, e questa presentazione anche:)) adoro i dolci della tradizione! Brava:*

    RispondiElimina
  20. Un ottimo e gustosissimo piatto di recupero!

    RispondiElimina
  21. E' l'antenato del french toast, una delizia del recupero e non solo. Il pane è prezioso, nella sua semplicità accompagna tutti rendendo un cibo piatto. Tu sei sempre bravissima nel riportare queste ricette e le sensazioni che evocano! Buon fine settimana cara♥

    RispondiElimina
  22. Ottima merenda Stefania, gustosissima e genuina, mi piace molto! Il pane fritto esiste in tutto in mondo proprio per la sua semplicità e i suoi mille variazioni! p.s. sono un po' pressa con le preparazioni per la prossima partenza in Macedonia perciò sono un po' di più assente dai vostri blog! Buona giornata cara, bacini!

    RispondiElimina
  23. Ma sai che senza il limone e il vino, mia mamma c'è lo preparava in sardegna? Da noi prende il nome di "Pane Indorau!" Pane dorato! Baci

    RispondiElimina
  24. Per fortuna c'è la traduzione in italiano...inizialmente mi ero preoccupata!!! Cmq sembra davvero buonissimo, ricorda il French toast, delizioso!

    RispondiElimina
  25. Non ho mai visto aggiungerci il limone! Deve essere proprio buono!!! Bravissima! Buon fine settimana :)

    RispondiElimina
  26. Qualcosa del genere faceva anche mia madre ma senza limone e zucchero. Interessante questa iniziativa.

    RispondiElimina
  27. Queste ricette della tradizione sono bellissime, con pochi e poveri ingredienti si preparava qualcosa di veramente goloso! e si era sicuramente più felici! Laura

    RispondiElimina
  28. ma lo sai che una ricetta molto simili l'abbiamo anche noi una ricetta simile? Solo che da noi si chiama "Pani cu l'ovo duci", all'inizio volevo fare proprio questa ricetta! Deliziose!!!
    Davvero complimenti, io credevo che era una ricetta della mia regione soltanto!
    Bravissima, un bacione e buon fine settimana

    RispondiElimina
  29. Stefi! mi piace sempre tanto leggere le tue ricette regionali! Sei davvero brava!!!
    e poi grazie per il tuo costante "supporto".
    L'unico dolce friulano che conosco (e che ho anche mangiato) è la Gubana. (Vado tutti gli anni ad una festa di un circolo friuliano e non perdo occasione per il frico e la gubana!!

    RispondiElimina
  30. Fantastica questa merenda!!!! E bellissima la versione in dialetto ;DD

    RispondiElimina
  31. Ciao, ti invito al mio giveaway potresti vincere i prodotti di ITALMAMI, che offre ben 3 premi a scelta al fortunato vincitore, scade il 12/04/2012
    http://lacreativitadianna.blogspot.it/2012/03/6-giveaway-vinci-i-prodotti-di-italmami.html
    Ti aspettiamo Ciao e a presto^_^

    RispondiElimina
  32. è proprio vero, una volta si che sapevano mangiare, altro che merendine confezionate di oggi

    RispondiElimina
  33. Che merenda meravigliosa! Adottata per oggi pomeriggio, i ragazzi ritornano da un campo scout e vuoi vedere come accolgono questa meraviglia? Baci

    RispondiElimina
  34. @yrma: grazie mille

    @iva: bisognerebbe tornare a farle vero ?

    @semplicemente buono: è verissimo, un abbraccio

    @tina: davvero? ma che bello

    RispondiElimina
  35. @renata: una bella fettona in arrivo allora!!! Un bacione

    @mary: certo ^^

    @Babi: bene, ti aspetto ^^ buon fine settimana a te

    @morena: verissimo, grazie mille

    RispondiElimina
  36. @donaflor: è vero pensare al passato porta sempre alla memoria bei ricordi

    @Elena: sto scoprendo che è una ricetta molto comune ^^

    @ombretta: vero è semplicissima ma molto buona

    @doris: grazie mille

    RispondiElimina
  37. @artù: è bellissima quella foto vero? pensa che in uno di quegli angoletti verdi ora abito io

    @chiara: come hai ragione...

    @edvige: è una merenda davvero buonissima vero? Grazie per la mail

    @luna: grazie a te, poi fammi sapere se al tuo bimbo piace

    RispondiElimina
  38. @cinzia: io non me lo ricordavo l'uovo battuto con il marsala ma con il caffè!!

    @carla: bella domanda, il pane con l'aceto lo voglio provare, un bacione

    @clò: grazie carissima

    @sara: grazie mille

    RispondiElimina
  39. @Fabi: ma è vero!!! non ci avevo pensato ^^

    @Emily: ma che bello che riesci a tornare in Macedonia quanto ti fermi?

    @Nani: che bello! è una dimostrazione che siamo tutti uguali anche davanti al cibo

    @pozione segreta: allora continuerò a mettera :))

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Ciao, ti rispondo qui: ... sicuramente un mese... ma anche di più se c'è ne bisogno, sai miei genitori sono anziani e malati perciò... cerco di stare collegata con voi e il mio blog se possibile! Ciao, a presto!

      Elimina
  40. @le mezze stagioni: gli da un pò di sapore in più ma è buonissimo anche senza

    @fr@: perchè non ti unisci anche tu all'iniziativa delle ricette regionali? un abbraccio

    @Laura: dovrebbero insegnarci moltissimo sul tornare alla semplicità vero?

    @rumi: ma che bello, sto vedendo che in tutta italia si faceva questa ricetta ^^

    RispondiElimina
  41. @silvia: la gubana...che bontà vero?Per il supporto non c'è di che, ma stammi su eh?

    @micia Cleo: grazie mille

    @anna: arrivo :)

    @elena: quante belle cosine si facevano con una semplice fetta di pane vero?

    @Ely: poi fammi sapere cosa dicono!! un abbraccio e buona domenica

    RispondiElimina
  42. Non l'ho mai sentito... è veloce.. sembra buono!!! smackkk buona domenica :-)

    RispondiElimina
  43. E' davvero un piatto squisito. Sicuramente mette voglia di mangiare anche ai più piccoli visto che sembra un panino... :-)

    RispondiElimina
  44. E dopo tutto questo, siamo pronti per Pasqua. Qualche chilo in previsione, malgrado lo sport. Un cordiale saluto.

    RispondiElimina
  45. Sul tuo blog, si trova sempre qualcosa di interessante, grazie cara! :-))

    RispondiElimina
  46. semplice e buonissima complimenti Stefania per le tuericette sempre piu interessanti ciao :)

    RispondiElimina
  47. La cucina regionale è un grande valore! :) brava !

    RispondiElimina
  48. Merenda semplice e golosissima, come il pane e olio che mi dava la mia mamma. Sì ho ricevuto la tua mail, grazie carissima, è che il tempo è proprio tiranno e non riesco a fare le cose che vorrei, e non so se migliorerà la situazione... A presto, baci

    RispondiElimina
  49. Mi piace questa "rubrica" sulle ricette regionali, spero di vederne anche del Lazio :) è un bel modo per conservare la memoria delle cose semplici e buone di una volta

    RispondiElimina
  50. Buongiorno tesoro!buon inizio settimana!ciaoo

    RispondiElimina
  51. Che meraviglia queste ricette! E' bellissimo riscoprire soprattutto i piatti semplici ma gustosi come questi della tradizione italiana! Baci

    RispondiElimina
  52. mai sentito! semplice e buono!

    RispondiElimina
  53. @claudia: velocissimo quanto buonissimo, un bacio

    @ilaria: è verissimo. un bacio

    @elio: beato te che solo qualche chilo...

    @assunta: grazie a te

    RispondiElimina
  54. @dolci e fantasie: grazie cara

    @barbara: sono d'accordo con te

    @carla emilia: vero, questo, il pane con l'olio, quello col pomodoro...quelle si che erano merende!!

    @paprica dolce: partecipa anche tu!!

    RispondiElimina
  55. @tina: grazie tina, un bacio

    @ornella: è verissimo

    @vicky: hai ragione semplice e buono! un bacio

    RispondiElimina
  56. Gentile signora, sono triestina anch'io e forse ho più anni di lei, perciò mi permetto di ricordarle che da sempre a Trieste io ho sentito tutti dire le snite (o schnitte), al femminile, e che comunque in frittura non riescono così scurette (come ho visto i suoi chifeleti) ma ben dorate, altrimenti risultano amarognole per il burro e lo zucchero bruciacchiati.
    Se crede non pubblichi, ma ritenevo giusto scriverle. Buon lavoro, comunque.
    Enza

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Grazie per la correzione, mi ha fatto piacere. Per lo scuro posso dirle che in foto i chifeletti sembrano più di quanto lo sono in realtà purtroppo non ho un impianto luci per rendere al meglio le foto, per quanto riguarda la schnitte invece lo zucchero l'ho aggiunto dopo la cottura per questo non è risultata mara la fetta. Grazie ancora per il suo commento e buona giornata

      Elimina
  57. Grazie per la rapida risposta, ma secondo me ancora non ci siamo con il nome, poichè va detto al plurale e basta, giacchè (penso io) non si preparano singolarmente come le torte. Ho cercato, per scrupolo, su vari ricettari nostrani e tutti concordano nel definire il titolo della ricetta SNITE o SCHNITTE, e consigliano la frittura in olio, giacchè il burro dà si un ottimo gusto ai dolci ma scurisce presto, poi vanno passate nello zucchero (ed un poco ne va comunque messo per dolcificare il latte, dal quale non vanno rammollite prima della frittura).
    Mi scusi per la pignoleria, ma credo che sia bene precisare, specie con chi non conosce la preparazione essendo di altre regioni.
    Enza

    RispondiElimina
  58. Ho consultato anche io i libri in "La cucina tipica triestina" pag 102 di Giuliana Fabricio editore Lint si dice di friggere in burro., nello stesso libro si parla di "Lo Schnitte" e non al plurale.
    Come di ogni ricetta tradizionale credo che ogni famiglia, persona, sito internet, libro, ne riporti una propria.
    Cordiali saluti

    RispondiElimina
    Risposte
    1. dimenticavo in La cucina triestina di Maria Stelvio edizioni Italo Svevo pag 341 viene riportato come detto anche da lei la cottura in olio.
      La mia ricetta così come scritta e fatta viene dall'insegnamento di nonna Miranda (85 anni, italiana ma nata in Istria) che ha sempre preparato questo dolce così.

      Elimina
  59. A dire il vero, ho già notato che l'autrice da Lei citata ha scritto più di un'inesattezza per quanto riguarda le informazioni che dà sulla cucina triestina, e di ciò mi meraviglio molto in quanto se si scrivono dei libri, che poi fanno testo, da persone preparate e scrupolose, bisognerebbe restare nei canoni della tradizione.
    Comunque La saluto cordialmente e Le auguro buon lavoro... che qui non manca!
    Enza

    RispondiElimina
  60. Bella ricetta,ma devo precisare che sia la ricetta che il dialetto non sono friulani ma triestini e sono alquanto differenti.Perchè definirli tali? Trieste è in Friuli ma ha un suo dialetto e un bagaglio di ricette diverse,dovreste esserne orgogliosi

    RispondiElimina
    Risposte
    1. Schnitte è una ricetta tipica triestina, Trieste non è in Friuli ma nella Venezia Giulia, il nome della regione è FRIULI VENEZIA GIULIA!!! Se vedi bene ho scritto ricette GIULIANE, non friulane e il dialetto è triestino. Grazie del commento ma potevi leggere meglio il post!

      Elimina
    2. lo sai che ti adoro, vero ?

      Elimina
    3. ahahah è bello comunque sentirselo dire ;)

      Elimina
  61. Mamma mia le schnitte !!! Me le fazeva mia nona per farme star bona quando che pioveva o iera tropa bora per poder andar fora. Dopo tanti e tanti ani, go trovà una mula dell'università de Jena e la me contava che sua mama co pioveva ghe fazeva un dolce che se ciamava "slices": : parlavimo inglese ma mi me son lo steso un poco ingropada. Cara Stefania, che bela racolta che te ga fato. Grazie da Giulia.

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...