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venerdì 30 marzo 2012

Cucina regionale giuliana: La schnitte

©http://nuvoledifarina.blogspot.it Eccoci al venerdì ed eccoci all'appuntamento con la cucina tipica regionale, questa volta faremo un giro tra le varie regioni italiane confrontando le varie ricette che hanno come ingrediente le uova.


Alla raccolta hanno partecipato queste regioni:


CALABRIA: Uova ca n’duja di Rosa ed Io 
CAMPANIA:   Uova alla parmigiana di Le Ricette di Tina
SICILIA: Pisci d’ova di Cucina che ti passa 
TOSCANA:  Latte alla portoghese di Non Solo Piccante 
LOMBARDIA: Uova in cereghin con asparagi di L’Angolo Cottura di Babi
VENETO: Frittata con i bruscandoli  di SemplicementeBuono 
PIEMONTE:  Fritò ncu j-èrbe  di La Casa di Artù
EMILIA ROMAGNA: Frittata di spinarò di Zibaldone Culinario 
TRENTINO ALTO ADIGE: Omelette dell’imperatore bigusto di A Fiamma Dolce 
PUGLIA: Cocottina  di nidi di cime cicorie con uova di Breakfast da Breakfast da Donaflor 

e qui da me: FRIULI VENEZIA GIULIA: La schnitte 

Come al solito la ricetta è in dialetto e più sotto è scritta anche in italiano:



El schnitte xe un dolce che oramai no lo conosi piu nisun; xe un dolce e xe la merenda che se ghe dava ai fioi tanto tempo fa. Xe una ricetta che evoca ricordi e paesaggi in bianco e nero de una cità che per tanti motivi no la iera ancora vitima del consumismo, una cità ancora piena de verde (perche ancora oggi Trieste ga el pregio de gaver tantissimi spazi verdi) e dove i prodotti della campagna i iera sempre sule tole. Sta qua xe una foto de Trieste tanti anni fa, la foto la go ciolta zo del web.




Ecco come se prepara el schnitte, basta poche robe che se ga sempre in casa:

2 fete de pan duro almeno de un giorno
1 ovo
1 cuciar de vin bianco
una scorza de limon gratada (chi che vol)
1 cuciar de zuchero
latte q.b.
burro q.b.
Intanto preparemo do piatti fondi, in un metemo un fia de latte e nel’altro la scorza del limon, el zucchero, l’ovo e el vin; ciolemo le fete de pan e metemole de parte












Battemo l’ovo con la forchetta fina che no xe tuto ben misiado. Ciolemo una picia feta de pan e tocemola nel latte per smoiar la mollica; dopo passemola nel piatto con l’ovo batudo zercando de far star ben l’ovo su tuta la feta de pan e dopo metemo la feta de pan a cusinar in padella con un fia de burro fuso. Femo la stesa roba con l’altra feta de pan.
Appena  cusinade le fete de pan metemmoghe sora el zucchero intanto che le xe ancora calde e la merenda xe pronta.


Schnitte è  un dolce che non conosce quasi più nessuno o nessuno; è un dolce, ed è anzi era la merenda che veniva data ai bambini tanto tempo fa. E' una ricetta che evoca ricordi e paesaggi in bianco e nero di una città che per tanti motivi ancora non era caduta vittima del consumismo, una città ancora più piena di verde (perché anche oggi Trieste ha il pregio di avere tantissimi spazi verdi) e in cui i prodotti della campagna spadroneggiavano sulle tavole. Questo è uno scorcio di Trieste tanti anni fa, l'immagine è presa dal web.

Ecco come si prepara la Schnitte, bastano pochissimi ingredienti che si hanno sempre in casa:

2 fette di pane casereccio vecchio di almeno un giorno
1 uovo
1 cucchiaio di vino bianco
la buccia grattugiata di un limone (facoltativo)
1 cucchiaio di zucchero
latte q.b.
burro q.b.
Innanzitutto prepariamo due ciotoline, in una mettiamo un po' di latte e nell'altra mettiamo la buccia di limone, lo zucchero, l'uovo e il vino; prendiamo poi le nostre fette di pane e teniamole da parte.
Battiamo l'uovo con la forchetta finché tutto non si è ben mescolato. Prendiamo una fettina di pane e bagniamola nel latte per ammorbidirne la mollica; poi passiamola nel piatto con l'uovo battuto cercando di far aderire l'uovo su tutta la superficie e poi mettiamo la fetta così preparata a cuocere in padella con un po' di burro fuso. Facciamo la stessa operazione con l'altra fetta di pane.
Appena finito di cuocere e quando le fette sono ancora calde cospargiamole di zucchero e la nostra merenda è pronta.


Petto di pollo con patè di olive e pomodori secchi al microonde

©http://nuvoledifarina.blogspot.it Tanto tempo fa è entrato in casa mia il forno a microonde, preso in una delle tante sedute do cook-shopping compulsivo accompagnato dalla classica frase "Lo userò tantissimo" e dalla frase "Sarà un valido aiuto"; poi vuoi per inesperienza nell'uso dell'attrezzo vuoi per mancanza di tempo nel fare esperimenti è sempre stato relegato al ruolo di scongelatore, bollitore di acqua, e altre piccolissime attività. Finché non ho deciso di farci qualcosa di più, ci è voluto il cambio di stagione con la voglia di stare più all'aperto che davanti ai fornelli a darmi l'input che mancava. Così ho tirato fuori dal cilindro questo polletto che ho insaporito con quello che avevo a disposizione: il patè di olive nere e i pomodorini secchi; ho aggiunto anche un po' di limone e del prezzemolo per dare un tocco di fresco, messo nel micro e cotto a velocità record. Diciamo che la ricetta ci è piaciuta qui in casa per cui adesso tra me e il microonde ci sono sguardi di complicità!!


Per due persone io ho usato:

2 fette di petto di pollo
3 cucchiaini di patè di olive nere
8 falde di pomodori secchi
buccia  e succo di 1/2 limone
prezzemolo a piacere
sale
Ho grattugiato il mezzo limone e ne ho spremuto il succo, poi ho battuto le fette di petto di pollo e le ho salate e cosparse di succo di limone; le ho disposte su una pirofila di vetro e le ho messe da parte. Nel frattempo ho preparato il condimento spezzettando grossolanamente i pomodorini e il prezzemolo, ho aggiunto questi assieme alla buccia di limone al patè di olive, ho mescolato e infine spalmato tutto sopra le mie due fettine.
Ho messo quindi in forno a microonde e fatto cuocere a mezza potenza per 10 minuti; ho lasciato quindi riposare la carne per altri 10 minuti affinché si impregnasse bene del sughetto del patè poi ho portato in tavola.

mercoledì 28 marzo 2012

Cuori di frittata formaggiosi con fonduta di grana e tartufo bianco

©http://nuvoledifarina.blogspot.it Il piatto di oggi è semplicissimo ma permette di organizzare una cenetta o un pranzo simpatico, ricco e profumato anche quando si hanno ospiti dell'ultimo minuto o poca voglio o poco tempo di cucinare. Gli ingredienti si trovano facilmente nelle nostre cucine: uova, grana, latte, panna e sottilette; basta combinarli con un po' di fantasia per trasformare una semplice frittata in qualcosa di diverso. Io ho voluto dare un tocco un po' chic creando una fonduta con il formaggio grana, e ho impreziosito quest'ultima usando delle gocce di aroma di tartufo bianco. I cuori li ho creati grazie all'anello in silicone della Linea Fusion di Tescoma, abbinati a un padellino piccolo della linea Presto di Tescoma che mi permetteva una maggiore precisione nel creare i miei cuoricini. Passiamo alla ricetta:


Per 2 persone io ho usato:

4 uova di media grandezza
2 fettine di formaggio filante
90 gr di grana grattugiato
100 ml di panna da cucina
80 ml di latte
4 gocce di aroma di tartufo bianco (io flavour art)
sale
Ho sbattuto le uova aggiungendo un pizzico di sale e un cucchiaino di grana grattugiato; ho messo la padellina con il formuova sul fuoco e ho versato una parte del mio composto di uova; il cuoricino va cotto da entrambi i lati e il formauova si toglie al momento di rigirare la frittata. In tutto ho ottenuto 4 frittatine.


Ho preso a questo punto due piatti da portata e ho sistemato un cuoricino in ognuno, sopra ogni cuore ho messo una fettina sottile di formaggio filante e ho chiuso a sandwich aggiungendo l'altro cuoricino. Ho trasferito tutto in microonde dove ho lasciato cuocere per 1 minuto a piena potenza affinché il formaggio filante iniziasse a sciogliersi. Nel frattempo ho preparato la fonduta. Ho messo in un pentolino latte e panna da cucina, come questi si sono scaldati ho aggiunto il grana grattugiato e le gocce di aroma; ho mescolato finché il formaggio non risultava completamente fuso. 
A questo punto ho ripreso i miei sandwich di frittata e ho versato sopra di essi un po' di fonduta, quella che è rimasta l'ho messa in un bicchierino finger food da prelevare con crostini di pane. che ve ne pare della mia frittata impreziosita?



martedì 27 marzo 2012

Torta al succo di frutta senza uova e burro con farcia ai lamponi

©http://nuvoledifarina.blogspot.it Questa di oggi è la seconda torta che ho preparato per il mio compleanno; ha il pregio di essere senza uova e burro, per cui adatta anche a chi è a dieta o deve seguire un regime alimentare che non prevede questi due ingredienti. Inoltre è fatta con latte di riso che la rende adatta anche agli intolleranti al lattosio e per ultimo è delicatamente profumata al succo di frutta, cosa che la rende ottimale anche per i bambini. Io ho farcito questa  torta semplicemente con lamponi frullati e mescolati a panna montata senza lattosio, poi ho ricoperto il tutto con una ghiaccia reale sormontata da un fiorellino che ho preparato con la mmf rosa che avevo usato qui.


Per la base della torta ho usato:

300 gr di farina 00 (io dolci e sfoglie Molini Rosignoli)
200 gr di zucchero
130 gr di latte di riso
60 gr di olio di semi
1 bicchiere circa di succo di frutta (io al lampone e limone)
1 bustina di lievito
Ho setacciato la farina in una ciotola e ad essa ho aggiunto lo zucchero; ho iniziato ad impastare aggiungendo prima l'olio, poi il latte di riso a filo, per ultimo ho aggiungo il succo di frutta in quantità tale da avere un impasto non troppo sodo né troppo liquido, a me è bastato un bicchiere. Per ultimo ho unito il lievito setacciandolo e ho versato il tutto in uno stampo da 24 cm di diametro. Ho infine messo a cuocere in forno a 180°C per circa 30 minuti, da controllare con il classico stecchino. A fine cottura ho lasciato raffreddare completamente la torta e poi l'ho divisa a metà,

Per la farcia ho usato:

250 ml di panna per dolci senza lattosio
100 gr di lamponi freschi
2 cucchiai di zucchero
1 cucchiaino di succo di limone
Ho montato la panna e l'ho messa da parte; ho versato lamponi, succo di limone e zucchero nel boccale del frullatore e ho frullato fino a formare una salsina. Ho unito quest'ultima alla panna montata mescolando pian piano dal basso verso l'alto per non smontare e infine ho farcito il mio dolce.

Passiamo alla decorazione; ho scelto di fare una glassa reale che non imbiancasse del tutto il dolce; visto che volevo usare il fiorellino che avevo preparato con la mmf volevo ricreare una sorta di disgelo in cui sotto l neve si intravedeva il terreno e sopra svettava il primo fiore della primavera. per la ghiaccia ho usato:

150 gr di zucchero a velo
40 gr di albumi
1 cucchiaino di succo di limone
Ho messo tutto in una ciotola e ho sbattuto con le fruste elettriche fino a raggiungere una crema bianca densa. ho versato sul dolce, posizionato il fiorellino e lasciato rapprendere il tutto.

La torta è deliziosa, chi ne vuole una fetta?


lunedì 26 marzo 2012

Arrosto all'arancia di Ribera e miele piccante con cavoletti di Bruxelles all'arancia di Ribera

©http://nuvoledifarina.blogspot.it Per la cena del mio compleanno avevo progettato da tempo di prepapare un bell'arrosto insolito, così il pensiero è arrivato subito al mio bel barattolino di miele al peperoncino che ho in dispensa e di abbinarlo a un profumo fresco come quello dell'arancia. Come contorno ho scelto i cavoletti di Bruxelles, ho cucinato anche loro con l'arancia per creare un legame con il piatto che dovevano accompagnare.
Per quanto riguarda le arance che ho usato invece vorrei aprire un capitolino a parte; infatti tempo fa tramite Twitter ho avuto la possibilità di conoscere il sig. Serafino Sgrò che si occupa della vendita delle arance di Ribera e di prodotti correlati ed ho avuto la possibilità di prendere una bella cassetta di queste arance. Le arance di Ribera sono arance dop particolarissime, hanno delle dimensioni enormi rispetto alle arance comuni e sono ombellicate; hanno un profumo che fa sognare e sono ricchissime di polpa e succo il che le rende ottimali per la cucina. Ecco la mia ricetta:


per l'arrosto ho usato:

800 gr di filetto di maiale
1 arancia di Ribera
1 bicchiere di vino bianco
3 cucchiai di miele al peperoncino
sale, pepe
olio extravergine di oliva
Come prima cosa ho preso una teglia adatta sia alla cottura su fornello che in forno, vi ho adagiato la carne massaggiata in precedenza con sale e pepe, ho irrorato con un filo di olio e ho rosolato per pochissimi minuti. Nel frattempo ho portato il forno a 180°C. Dopo aver rosolato la carne su tutti i lati, ho versato il bicchiere di vino bianco e ho trasferito la teglia in forno dove ho fatto cuocere la carne per circa un ora, aggiungendo se necessario un po' di acqua per non far asciugare il fondo di cottura. A questo punto ho grattugiato la mia rancia di Ribera e ho spremuto il suo succo. Trascorsa l'ora di cottura ho spennellato l'arrosto con il miele al peperoncino e ho irrorato la carne con il succo dell'arancia , la buccia grattugiata l'ho messa nel fondo di cottura. Ho rimesso il tutto in forno e fatto cuocere per 30 minuti, irrorando ogni tanto la carne con il succo di arancia e rigirandola dopo 15 minuti. In questa maniera la carne si impregna dei profumi dell'arancia e acquisisce un croccantezza esterna dovuta alla caramellizzazione del miele.
Terminata la cottura ho lasciato riposare la carne per qualche minuto prima di tagliarla, e ho poi irrorato le fette con il fondo di cottura.

La carne l'ho accompagnata con un contorno di cavoletti di Bruxelles, una di quelle verdure che uso pochissimo ma che questa volta volevo proprio accostare al mio piatto. Per richiamare la carne ho cotto anche questi con l'arancia e mi sono piaciuti moltissimo. 


Io ho usato:

400 gr di cavoletti di Bruxelles
1/2 arancia di Ribera
1/2 bicchiere di aceto bianco
1 cucchiaio di farina
sale, pepe
olio extravergine di oliva
Ho tagliato a metà i cavoletti e li ho lessati per 10 minuti in acqua bollente salata a cui avevo aggiunto l'aceto bianco. Li ho poi scolati e messi un una padella con un filo di olio di oliva, regolati di sale e pepe, e lasciati cuocere per 5 minuti mescolando spesso. Nel frattempo ho grattugiato e spremuto l'arancia; ho tenuto da parte la buccia, mentre al succo ho aggiunto un cucchiaio di farina setacciata e ho mescolato bene per non far formare grumi. Ho aggiunto alla padella prima la buccia, poi la salsina di succo e farina e ho lasciato sul fuoco ancora un paio di minuti. il contorno è pronto e non rimane che portarlo in tavola accanto alle fette di arrosto.

domenica 25 marzo 2012

Cucina regionale giuliana: Persuto in crosta de pan col cren

©http://nuvoledifarina.blogspot.it Eccoci di nuovo al venerdì con un nuovo appuntamento sulla cucina regionale, l'argomento della settimana è quello degli antipasti, un tema molto utile da affrontare visto che ci avviciniamo ai grandi menù della Pasqua. Il giro d'Italia questa volta quindi si arricchirà anche di questi piatti, semplici negli ingredienti ma basilari perché sono quelli che ci guidano verso i grandi piatti (primi e secondi). Questa settimana andiamo a sbirciare in queste regioni:

CALABRIA: Purpetti i mulingiani di Rosa ed Io 
CAMPANIA: Bruschette napoletane di Le Ricette di Tina 
SICILIA: Cacoccili friuti di Cucina che ti passa 
TOSCANA:  Crostini neri ai fegatini di pollo di NonSolo Piccante 
LOMBARDIA: I Margottini di L’Angolo Cottura di Babi
VENETO: Antipasto d’inverno di Semplicemente Buono
PIEMONTE:  Pevrónni péinni di La Casa di Artù
EMILIA ROMAGNA: Gnocco fritto di Zibaldone Culinario
TRENTINO ALTO ADIGE: Tortel de patate con composta de pomi alla canella e fasoi di A Fiamma Dolce 

Qui da me per il FRIULI VENEZIA GIULIA: Persuto in crosta de pan col cren  


Come al solito post in dialetto e più sotto il post in italiano:



El parsuto in crosta ogi xe un dei piato che xe facile trovar in giro pei buffet, ma una volta iera  un piato tipico de Pasqua; xe un misiot dela tradizion latina medievalede cusinar la carne nella crosta del pan e quela boema de per parsuto usado, un fia fumigado. La riceta xe sai facile, praticamente xe de far cusinar el prosciutto in una crosta de pan alta un centimetro; come el se cusina se squaiera el grasso che impregnerà el pan. La crosta sarà croccante de fora e morbida de dentro.

Prosciutto avvolto dalla pasta di pane


De solito se adopera un picio persuto intiero, ma visto che goi lavorado con poca roba lo go ciolto in supermercato e la fettona la xe stada taiada in due tochi e alora go dovuto meterle insieme; ve poso dir che però el me xe vignù sai bon. El piato se servi liberando el persuto della crosta e tarandolo a fettine, dopo se lo porta in tola col pan fato a tocheti pici e un col cren.

Ecco la ricetta:

800 g de persuto cotto fumigado (Praga) (possibilmente in un toco unico)
1 kg  de pasta de pan za pronta
Se tira la pasta del pan e in mezo te meti el cotto, te lo involtizi e te meti tuto in forno a 200° per un  oretta coverzendo la pasta de pan con l’alluminio se el diventa tropo scuro. Dopo che te lo ga tirado fora  te lo lasi star per 10 minuti, dopo te lo tai e te lo porti in tola col pan fato a tocheti e col cren. Ve speto per un rebechin!


IN ITALIANO:

Il prosciutto in crosta di pane oggi è uno dei piatti che si trova molto facilmente nei buffet, originariamente era un piatto che veniva servito per la Pasqua; la sua origine è mista infatti si rifà sia alla tradizione latina medioevale nel cuocere la carne in un guscio di pane e alla tradizione boema per il tipo di prosciutto usato: un prosciutto cotto leggermente affumicato. La ricetta è semplicissima e si basa sul far cuocere il prosciutto cotto in un guscio di pasta di pane spessa 1 cm; durante la cottura il grassetto del prosciutto si scioglierà e impregnerà di gusto la pasta di pane. Quest'ultima risulterà croccante fuori e morbida all'interno.
In genere si usa un prosciuttino intero, ma dato che ho lavorato con pochissime quantità io l'ho preso in supermercato e la fettona mi è stata tagliata in due per cui ho dovuto assemblare da me; vi dirò che è venuto buono lo stesso. Il piatto si serve liberando il prosciutto dalla gabbia di pane e tagliando delle fettine, il tutto va portato in tavola accompaganto dal pane ridotto in scagliette e da una abbondante spolverata di cren.
Ecco la ricetta:

800 gr di prosciutto cotto affumicato (preferibilmente un unico pezzo)
1 kg di pasta di pane già pronta

Si stende la pasta di pane e al centro si mette il pezzo di cotto, si chiude a saccottino e si mette il tutto a cuocere in forno a 200° per circa 1 h avendo l'accortezza di coprire la pasta con carta alluminio se dovesse scurirsi troppo. Una volta tirato fuori dal forno, il prosciutto va fatto riposare per un 10 minuti e poi servito a fette e accompagnato da crosta e cren. Vi aspetto per l'assaggio!

giovedì 22 marzo 2012

Juventus cake per il mio compleanno

©http://nuvoledifarina.blogspot.com. Oggi sono 35! E come ogni anno mi dedico una torta colorata, questa volta la torta è bianca e nera anzi bianconera perché porta i colori della mia squadra del cuore, la Juve. Sì tra le tante cose che c'è da sapere di me c'è anche questa: sono una juventina sfegatata da 35 anni ormai, l'unica della famiglia tra l'altro e io dico sempre che sono quella riuscita meglio. prima di parlare della mia torta però devo ringraziare alcune persone che mi hanno fatto veramente commuovere: e sono Yrma , Carla e Kà che a mezzanotte in punto mi hanno fatto gli auguri, e Elena (tanti auguri anche a te!!!) e Ombretta che stamattina prestissimo erano lì a mandarmi anche loro gli auguri. Ombretta mi ha dedicato persino una torta: grazie carissima non sai quanto mi hai fatto piangere di felicità !! E grazie anche alle amiche del Quanti modi di fare e rifare per la magnifica sorpresa di oggi!!

E adesso alla torta: dunque per essere una perfetta torta bianco nera oltre che alla copertura e alle decorazioni bianconere (tutto in pdz) anche l'interno doveva esserlo. La prima cosa che ho pensato è stata fare una zebracake, ma era troppo banale per me quindi ho deciso di complicarmi la vita e fare un dolce in cui si alternavano strisce di pasta biscotto nera a strisce di crema chantilly senza uova bianca. Ecco la foto:


Come prima cosa ho preparato la pasta di zucchero e le decorazioni,per farle ho stampato il logo della Juventus e poi ho ritagliato le varie parti, dalla pdz ho ritagliato tutte le componenti dello stemma e le ho colorate pennellandole con colorante in polvere nero diluito appena in alcool 95° o con pennarello alimentare color giallo oro. ho lasciato ad asciugare per un giorno.

successivamente ho preparato la mia pasta biscotto usando:
120 gr di farina
110 gr di zucchero
6 uova
1 bustina di vanillina
un pizzico di sale
1 cucchiaino di colorante in polvere nero E153 io della Rainbow dust
ho separato i tuorli dagli albumi, questi ultimi li ho montati a neve con un pizzico di sale, mentre i tuorli li ho lavorati con le fruste elettriche assieme allo zucchero; quando il composto è diventato gonfio e spumoso ho aggiunto la farina, il colorante e la vanillina setacciati assieme e per ultimo ho incorporato gli albumi, mescolando delicatamente dall'alto in basso per non farli sgonfiare. ho versato il tutto in una teglia 40X30 cm e fatto cuocere in forno preriscaldato a 200°C per 10 minuti. quando la pasta si è freddata ho tagliato delle strisce spesse 5 cm e le ho tenute da parte.

Passiamo alla crema chantilly senza uova per la quale ho usato

500 ml di latte di riso
80 gr di zucchero
60 gr di farina 00
250 ml di panna montata
Ho bollito il latte, e l'ho aggiunto a filo a zucchero e farina mescolati assieme. Ho portato sul fuoco e fatto addensare, poi ho messo il tutto a freddare e per ultima, a crema  freddissima, ho aggiunto la panna montata.

Ho composto quindi il dolce alternando le strisce e partendo dal bordo dello stampo; ho ottenuto questo che somiglia alla famosa girella di Toro Farcito (ve lo ricordate?)


Adesso non rimane che ricoprire il dolce con la pdz bianca e applicare le decorazioni umettandole con un goccino di acqua. ho rifinito la torta decorandola con due nastri: uno bianco e uno nero e poi l'ho messa accanto al kit del tifoso di casa: ovvero la mia sciarpa e la magliettina per il mio cane


E questo è il dettaglio che mi ha fatto faticare di più, il toro di Torino che spero sia venuto bene:


 

mercoledì 21 marzo 2012

Cupcakes alla crusca d'avena, sciroppo di acero e banana con cheesecream frosting variegato ai frutti di bosco

©http://nuvoledifarina.blogspot.com Tempo fa ho ricevuto l'invito da Paola a partecipare ad una giornata dedicata ai muffin e ai cupcakes, le regole erano semplicissime fare una ricetta e postarla oggi 21 marzo; subito quei miei 4 pezzetti di DNA made in USA si sono attivati e ho accettato; per cui eccomi qua a regalare a questa giornata dei cupcakes particolarissimi che hanno come ingrediente base la farina integrale, la crusca di avena e le banane e con un frosting variegato. La crusca d'avena da ai muffin un  bel sapore rustico e li rende ottimi anche per la prima colazione. Se non volete decorarli con il frosting vi restano dei muffins da inzuppo spettacolari. Un'altra loro caratteristica è quella di non lasciare in bocca il sapore di zucchero, per questo si sposano benissimo con il frosting e non danno un effetto stucchevole in bocca.


Per farli io preparato prima l'impasto per il muffin e successivamente il frosting per trasformarli in cupcakes; iniziamo dall'impasto per cui occorrono:

250 ml di latte
150 gr di farina integrale (io molino Chiavazza)
150 gr di crusca d'avena (io molino Chiavazza)
50 gr di zucchero di canna
40 gr di uvetta precedentemente ammollata in acqua
25 gr di burro
2 piccole banane
1 cucchiaio di sciroppo d'acero
1 cucchiaino di lievito per dolci
1 cucchiaino di bicarbonato
1 uovo
Prepariamo le polveri versando in una ciotola la farina, la crusca, lo zucchero e il lievito, mescoliamo bene e a questi ingredienti aggiungiamo le uvette ben strizzate. Adesso prepariamo i liquidi per cui ci servono due piccoli pentolini; nel primo andremo a sciogliere insieme a fiamma bassa il burro con lo sciroppo di acero; nell'altro andremo a intiepidire il latte. Al latte, fuori dal fuoco, aggiungeremo il bicarbonato; e sempre fuori dal fuoco al latte andremo ad aggiungere il composto di burro fuso e sciroppo di acero. Battiamo l'uovo e aggiungiamo anch'esso alla miscela di liquidi. Lasciamo riposare un poco e nel frattempo schiacciamo le 2 banane con una forchetta. Ora andiamo a versare i liquidi nelle polveri e mescolando aggiungiamo anche le banane schiacciate.
Trasferiamo il composto in una piastra per muffin in cui avremo messo i pirottini e mettiamo a cuocere in forno per circa 30 minuti a 180°C

Prima della cottura
Appena cotti










Adesso andiamo a preparare il frosting, partiamo dalla base semplice della cheesecream e poi andiamo a variegarlo:

200 gr di formaggio cremoso non light
130 gr di burro morbido
130 gr di zucchero a velo
Mettiamo in una ciotola il burro morbido e lavoriamolo con le fruste , aggiungiamo poi il formaggio cremoso e lavoriamo ancora. Il formaggio preferisco usarlo non light e in panetti perché da una consistenza migliore al frosting. Quando i due ingredienti sono mescolati allora passiamo a variegare.

Per la variegatura vi servono solo due cose: una sac a poche con bocchetta a stella (la mia è monouso di Tescoma) e una salsa o topping alla frutta (io ho scelto frutti di bosco topping della Fabbri) . Prendiamo la sac a poche e mettiamola in posizione orizzontale, apriamo la sacca e con la salsa di frutta facciamo due strisciate lungo tutta la lunghezza della sac a poche; ora solleviamola un attimino e lasciamo scorrere fino alla bocchetta la salsa di frutta. 









Rimettiamo la sac a poche in orizzontale e inseriamo il frosting e siamo pronti per la decorazione. il bello della variegatura è che non otterrete mai due cupcakes identici c'è chi avrà più chi meno variegatura, ma a me piace l'idea di avere dolcetti misti così ognuno si sceglie quello che è più nelle sue corde. e adesso correte c'è un vassoio che vi aspetta se volete assaggiare!



martedì 20 marzo 2012

Pane con pomodori secchi e origano con la mdp

©http://nuvoledifarina.blogspot.it. Mi sono accorta che era da un po' di tempo che trascuravo la sezione "macchina del pane" così ho deciso oggi di postare un pane fatto con la mdp e molto profumato; in casa questo pane viene mangiato anche così da solo perché ricorda il gusto della pizza, ma se lo usate per fare scarpetta dei sughetti o per mangiarci una bella insalata sentirete come tutto sembrerà più buono! Gli ingredienti sono semplicissimi, il procedimento da usare nella macchina è l'1 ovvero il programma di preparazione base; come crosta va selezionata doratura media in quanto il pane si colorerà già un po' di suo grazie ai pomodorini. Un altra caratteristica di questo pane è quello di essere super morbido, insomma una vera coccola salata per il palato.


Per una pagnotta io ho usato:

200 ml di acqua tiepida
170 gr di farina Manitoba
170 gr di farina 00
1/2 cucchiaio di origano
10 pomodori secchi sott'olio
7 gr di lievito di birra secco
1 cucchiaino di olio
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di sale
Ho versato nel cestello della macchina del pane l'acqua e l'olio; a questi liquidi ho aggiunto le farine setacciate, i pomodori secchi spezzettati grossolanamente e l'origano. Per ultimi ho aggiunto lo zucchero, il sale e il lievito di birra facendo attenzione a collocare questi ultimi due ingredienti ai lati opposti del cestello. Ho avviato quindi la macchina con il programma di cottura base, in genere è il programma 1, selezionando doratura media e ho lasciato fare tutto alla macchina; l'intero ciclo di impasto, lievitazione e cottura è durato 3 ore.

Ho usato questo pane la prima volta per accompagnare una squisita insalata calda di quinoa alle verdure; io ne ho usata una già pronta di Bioappetì buonissima e semplice da preparare, che ho fatto scaldare direttamente in contenitore nel bagnomaria per 7 minuti, ho messo la mia quinoa in una ciotolina e l'ho mangiata usando il mio pane profumatissimo come fosse un cucchiaio. Un bel pasto completo, sano, naturale e veloce.


lunedì 19 marzo 2012

Coppa di melanzane, cioccolato e zenzero candito con streusel di mandorle e amaretti per il MYCS Menù

©http://nuvoledifarina.blogspot.com Benvenuti al MYCS Restaurant, una trattoria virtuale dove potete degustare ottimi piatti, sani, particolari, gustosi e soprattutto dove la compagnia di 4 blogger vi terrà allegri!!!

MYCS: nasce dalla fusione delle iniziali dei nostri nomi, grazie alla fantasia di Yrma.
Il MYCS Menù di oggi è: "Mel&Sana" tutto a base di melanzana dall'antipasto al dolce. Non ci credete?

Antipasto: Yrma di "A fiamma dolce" con Barchetta del corsaro nero
Primo: Carla di "Le delizie della mia cucina" con Ma...si mangia anche la Teglia ?!?!?
Secondo: Artù di "La casa di Artù" con Mini savarin alla melanzana con tris di fonduta
Dolce: qui da me

Coppa di melanzane, cioccolato e zenzero candito con streusel di mandorle e amaretti

Questo è un dolce al cucchiaio molto buono, insolito e cremoso, gli ingredienti principali sono il cioccolato e la melanzana che insieme si fondono per dare un qualcosa che conquista anche i palati più esigenti. Il dolce va preparato in due fasi, prima si preparano le melanzane che devono essere spurgate del loro amarognolo e poi si prepara la crema al cioccolato. Il tutto senza uova così da non appesantire l'organismo. 


Per preparare due coppe io ho usato:

400 gr di melanzane
100 gr di zucchero
zenzero candito q.b.
80 gr di farina
20 gr di cioccolato fondente tritato
20 gr di mandorle tritate
2 amaretti tritati
 2 cucchiai abbondanti di pasta di cioccolato per pasticceria (io Gianduia), oppure 20 gr di cacao amaro
1 spolverata di cannella
300 ml di latte (o latte di riso)
la buccia grattugiata di un limone
olio per friggere
sale
Iniziamo dalle melanzane tagliandole a fette non troppo sottile, queste le andremo a disporre in un colino cosparse di sale e le lasceremo spurgare dell'amaro per almeno 1 ora. A questo punto le strizziamo ben bene e le andiamo a friggere per pochi istanti in olio ben caldo. Scoliamo e facciamo raffreddare completamente. Prepariamo quindi un piattino con 50 ml di latte, un piattino con 40 gr di farina e, a parte, un altro piattino dove mescoleremo 50 gr di zucchero, con la buccia grattugiata del limone e la cannella. Prendiamo le melanzane oramai fredde e passiamole prima nella farina e poi nel latte e mettiamole di nuovo a friggere finché la superficie non sarà dorata; come scoliamo le fettine, andiamo subito a passarle nel miscuglio di zucchero e profumi e lasciamole poi freddare nuovamente. Le nostre melanzane avranno questo aspetto:


Adesso prepariamo la crema facendo bollire 250 ml di latte; in un pentolino poi mescoliamo la pasta di gianduia (o il cacao) con 40 gr di farina e 50 gr di zucchero. Versiamo a filo il latte sulle polveri e mescolando mettiamo sul fuoco finché la crema non si addensa.

Ora andiamo a comporre la nostra coppa, iniziamo mettendo uno strato di crema, sopra di questo posizioniamo uno strato di melanzane, poi amaretti, mandorle, cioccolato e zenzero, ricopriamo con la crema e facciamo strati fino a riempire la coppa. Terminiamo con i tritati e lo zenzero candito che formeranno uno streusel bello croccante.


A questo punto mettiamo in frigo per almeno un paio di orette e poi gustiamo, ecco un cucchiaio per voi:


Questa divertente rassegna di blog e di cucina ad otto mani ci porta dirette da Franci per partecipare al suo contest Metti una sera a cena... 


Io volevo ringraziare le mie amiche Artù, Carla e Yrma per aver risposto alla mia proposta di preparare un menù assieme, è stato bello lavorare con voi in cucina seppure ognuno di noi era a casa sua. Spero che il nostro desiderio di cucinare un giorno assieme si possa avverare. Vi voglio un mondo di bene. 

domenica 18 marzo 2012

Cucina regionale giuliana: Minestra de bisi spacai o bunkersuppe

©http://nuvoledifarina.blogspot.com. Eccoci all'appuntamento settimanale con la cucina regionale, questa volta il nostro viaggio culinario è alla scoperta delle zuppe tipiche; la zuppa fa parte di tutte le tradizioni in quanto molto spesso è un piatto semplice e fatto con ingredienti di facile reperibilità e soprattutto economici. Queste sono le ricette che partecipano alla raccolta di questa settimana elencate per regione di appartenenza:


SICILIA: Zuppa di Vongole cco pummaroru di Cucina che ti Passa
CALABRIA: U maccu di Rosa ed io
CAMPANIA: Zuppa paesana di Le Ricette di Tina
TOSCANA: Zuppa di farro della Garfagnana Non solo piccante
LOMBARDIA: Pantrid maridaa o panada L'angolo cottura di Babi
VENETO: Menestra de Fasoi di Semplicemente Buono
PIEMONTE: Mnèstra id sáisri e fasulánna di La Casa di Artù
EMILIA ROMAGNA: I passatelli di Zibaldone Culinario

qui da me per il FRIULI VENEZIA GIULIA: Minestra de bisi spacai o bunkersuppe

Anche questa volta post in dialetto e in basso la traduzione in italiano



Quando te pensi alla minestra e a Trieste te vien subito in mente la jota, ma no gavevo voia de postar una roba che la gente conosi za, piuttosto volevo far conoser qualche altro piato tipico de quei che de solito te prepari a casa e che te pol trovar qualche volta in un  ristorante tipico. Go scelto la minestra de bisi spacai, una ricetta casalinga e con pochi ingredienti ma bona e nutriente. Sta minestra la vien ciamada anche Bunkersuppe, come i la ga ciamada i austriaci, specie i soldati, per due motivi: el primo xe che essendo facile de far la iera preparada tante volte dai coghi dell’esercito perché no i doveva starghe via troppo, el secondo xe perché iera la minestra dei carcerati, difatti bunker iera anche el nome che i gnochi ghe dava al canon. Ai coghi dell’esercito ghe andava ben perché i metteva su una minestra e dopo ghe la dava ai prigionieri e ai soldati, a sti ultimi i ghe la dava con dentro un poca de carne de porco. Stando a Trieste meio de tuto xe meterghe dentro un per de luganighe de cragno ( ocio a no metter dentro quele de Vienna).

Adesso vedemo come che se la prepara, per do persone mi go messo:

125 grammi de bisi spacai
1 patata picia
2-4 luganighe de cragno
3 cuciari de farina 00
Un poca de zivola
1 litro de acqua
Oio de oliva
Sal e pevere
Crostini
Lasemo i bisi in acqua per almeno do ore, dopo scaldemo una pignata e metemo un fil de oio e un poca de zivola taiada fina e lasemo che la se rosoli, taiemo la patata a tocheti e metemola in pignata con la zivola ben rosolada e i bisi scoladi. Metemo dentro anche l’acqua e femo cusinar per un ora a fogo medio basso. In una padella picia metemo un poco de oio e come el se scalda metemo la farina, la femo dorar e la metemo coi bisi a metà cottura. Dopo un ora i bisi sarà una crema densa, basta meter sal e pevere e meterla in piatto con i crostini soffritti in oio o burro e le luganighe cotte in padella, chi che vol pol cusinarle con la zivola e lasarle in pignata tutto el tempo, mi invece le go cusinade a parte. Portemo in tola anche un bon bicer de rosso, mi ve consiglio un bon Teran del Carso


IN ITALIANO:

Quando si pensa alla zuppa e alla città di Trieste, la memoria va subito alla Jota, ma non mi andava di postare un qualcosa già noto ai più, piuttosto volevo far conoscere qualche altro piatto tipico, di quelli che si preparano di solito a casa e che raramente si trova nei menù dei ristoranti tipici. La scelta è caduta sulla minestra de bisi spacai, ovvero minestra di piselli secchi spaccati, una ricetta casalinga fatta con pochissimi ingredienti ma ricca di gusto e nutriente. Questa minestra viene anche chiamata con il nome di bunkersuppe, questo nome è stato dato alla minestra dagli austriaci, soprattutto dai soldati per due motivi: il primo è che essendo una ricetta semplicissima da fare questa era ottima per i cuochi dell'esercito che non dovevano star troppo dietro alla preparazione; il secondo motivo è che questo era anche il piatto dato ai carcerati, infatti il termine bunker nel tedesco popolare all'epoca indicava anche il carcere. I cuochi dell'esercito quindi avevano un gran vantaggio preparavano questa ricetta sia per i prigionieri che per i soldati, a questi ultimi però la servivano accompagnata con un po' di carne di maiale. E siccome siamo a Trieste l'accompagnamento migliore è dato dalle salsicce o per dirla meglio dalle luganighe de Cragno, salsicce di maiale caserecce (da non confondere con le luganighe de Vienna che sono invece i wurstel!!)
Ma andiamo a ricetta e preparazione, per due porzioni io ho usato:

125 gr di piselli secchi spaccati
1 patata piccola
2 o 4 salsicce di Cragno (dipende dalla fame e se volete che sia un piatto unico o meno)
3 cucchiai di farina 00
un pezzetto di cipolla
1 lt di acqua
olio extravergine di oliva
sale, pepe
crostini di pane
Ammolliamo i piselli secchi per almeno due ore. Trascorso questo tempo prendiamo una pentola, riscaldiamo un filo di olio e mettiamo a rosolare la cipolla affettata finemente; tagliamo la patata a tocchetti e quando la cipolla è ben rosolata aggiungiamola in pentola assieme ai piselli sgocciolati. Versiamo 1 lt di acqua e facciamo cuocere per un'ora a fuoco medio basso. In un padellino mettiamo ancora un goccio di olio e quando questo è caldo, versiamo i cucchiai di farina; facciamo dorare quest'ultima e andiamo ad aggiungerla alla pentola con i piselli dopo circa metà cottura. Al termine dell'ora i piselli si saranno ridotti ad una crema densa; non ci resta che regolare la minestra di sale e di pepe e metterla in piatto accompagnata con crostini soffritti in olio o burro e salsicce cotte in padella; per chi volesse le salsicce possono anche essere rosolate assieme alla cipolla e lasciate in pentola fino a cottura della minestra, io le ho invece cotte a parte. Per finire portiamo in tavola anche un vino rosso, consiglio un buon Terrano, un vino corposo che viene prodotto nel Carso.

venerdì 16 marzo 2012

Dolce orsetto al cioccolato e arancia con vestitino in mmf

©http://nuvoledifarina.blogspot.com. In questi giorni ho comprato alcuni stampini in silicone di piccole dimensioni, e associando questo alla voglia esagerata di fare dolci è facile capire com e il collaudo è stato quasi immediato. Il dolce di oggi è un orsetto, di piccole dimensioni (lunghezza 15 cm), al cioccolato e profumato all'arancia; quando fate l'impasto godrete di un ottimo profumino che a me ha ricordato molto quella famosa merendina che ci tenta tre volte tanto, capito quale? ma senza la parte alcoolica che la merendina ha. Questo dolcino è adatto a grandi e bambini, può essere presentato anche come regalino a qualche persona o bambino goloso. Per rendere il tutto più accattivante, perché si mangia anche con gli occhi, ho confezionato per l'orsetto un vestitino, anzi una salopette in marshmallows fondant con tanto di bottoncini colorati e tascone da cui esce un cuoricino. Ho poi creato i particolari di viso e zampine usando delle semplicissime mandorle sfilettate e tagliate nelle dimensioni ottimali alla decorazione. Non vi nascondo che mi sono divertita molto!!  Ecco il mio orsetto:


Per farlo io ho iniziato con il preparare il marshmallows fondant perché l'avevo terminato; il mmf lo preparo almeno un giorno prima dell'uso perché così i colori si fissano meglio, questa volta come colori ho usato i liquidi che danno una colorazione meno omogenea rispetto ai coloranti in polvere ma dovendo simulare un tessuto come il jeans mi sembrava la scelta migliore; per il mmf occorrono:

50 gr di marshmallows fondant bianchi (io li trovo con facilità in un noto discount)
110 gr di zucchero a velo
1 cucchiaio di acqua
1 cucchiaino colorante a scelta
Prepariamo un bagnomaria e mettiamo a sciogliere i marshamallows con un cucchiaio di acqua; non appena questi sono sciolti allora aggiungiamo un po' dello zucchero a velo e mescoliamo con una spatola di legno. Riversiamo il tutto su una spianatoia, aggiungiamo il resto dello zucchero a velo e iniziamo ad impastare fino ad avere una pasta morbidissima tipo il pongo. Il mmf è pronto a questo punto possiamo colorarlo come vogliamo; io ho aggiunto 1 cucchiaino di colorante liquido blu per fare il tessuto di jeans e una puntina di colorante rosso ad un po' di mmf tenuto da parte per creare le decorazioni.










Impastiamo bene per distribuire il colore omogeneamente e conserviamo il marshmallows fondant avvolto in pellicola alimentare a temperatura ambiente.

Passiamo ora al dolce orsetto, io ho usato per farlo:

90 gr di farina (io dolci e sfoglie di Rosignoli)
60 gr di burro fuso
60 gr di zucchero
30 gr di mandorle in polvere
20 gr di cacao amaro in polvere
4 gr di lievito per dolci
2 uova
succo e buccia di un'arancia
Dopo aver fuso il burro, l'ho mescolato allo zucchero fino ad ottenere una crema; ho aggiunto quindi le uova, una alla volta,  e il succo e la buccia grattugiata dell'arancia.  Ho versato quindi farina, cacao e lievito setacciati assieme e per ultime ho unito le mandorle in polvere. Ho versato nel mio stampino e fatto cuocere a 170°C per 35 minuti.

Solo dopo che l'orsetto si era completamente freddato, l'ho tolto dallo stampo e ho proceduto con la decorazione, utilizzando la marshmallows fondant preparata in precedenza e le mandorle sfilettate. Vi lascio una foto in dettaglio di vestitino e zampine. Non è carino?


mercoledì 14 marzo 2012

Spezzatino speziato allo yogurt

©http://nuvoledifarina.blogspot.com E' noto oramai che mi piacciono le spezie e che le uso molo spesso, nella mia cucina c'è un grande piatto girevole di legno ed è pieno zeppo di barattolini colorati e profumati, praticamente lì c'è il giro del mondo in versione profumosa. ho attinto alle spezie proprio ieri per preparare uno spezzatino di vitello, solo che per non cadere nelle solite preparazioni questa volta ho optato per usarle in una marinata di yogurt bianco (anche questo sempre presente in casa mia, in versione secchiello). Ne è uscito un bel piattino delicato e odoroso che rifarò prestissimo. Io l'ho preparato così:


400 gr di spezzatino (io vitello ma va bene anche altra carne)
4 cucchiai abbondanti di yogurt bianco
1 cucchiaino di erba cipollina
1/2 cucchiaino di coriandolo
1/2 cucchiaino di cumino
1/2 cucchiaino di cannella
1/2 cucchiaino di zenzero
1/2 cucchiaino di cardamomo
1/2 cucchiaino di curry
sale indiano viola kala namak io (tec-al)
pepe
olio extra vergine di oliva
Come prima cosa ho preparato la marinata mettendo in una ciotola lo yogurt e tutte le spezie, ho mescolato bene e aggiunto la carne che ho lasciato marinare per 3 ore. Al momento di cuocere, ho tolto la carne dalla marinata e l'ho trasferita in una pentola dove avevo fatto scaldare un filo di olio; ho rosolato la carne a fiamma alta per pochissimi minuti rigirandola spesso, poi ho regolato di sale e pepe, ho aggiunto la marinata e ho lasciato cuocere a fiamma medio bassa per un'oretta circa; la carne si cuoce con gli stessi suoi umori e con il liquido della marinata ma se per caso vedete che il fondo si asciuga troppo potete sempre aggiungere qualche cucchiaio di yogurt bianco tenuto a temperatura ambiente per qualche minuto. Il piatto è semplice e veloce ma chi l'assaggerà penserà subito a un qualcosa che vi ha portato via mezza giornata di lavoro.

martedì 13 marzo 2012

Cestini di cocco rapè con crema al limone e fragola

©http://nuvoledifarina.blogspot.com. Ogni tanto c'è bisogno di un dolcetto, magari piccolo così se ne mangiamo uno non ci sentiamo in colpa e magari anche colorato e profumato e che ci faccia pensare un po' alla bella stagione che sta arrivando. Io ho pensato di fare dei piccolissimi cestini "fruttosi" usando come ingredienti principali il cocco, il limone e la fragola e la loro dimensione è così piccola che li rende mangiabili in un solo boccone. Sono facilissimi da fare e ci si impiega veramente poco tempo, inoltra la frutta e il profumo da dare alla crema sono altamente personalizzabili. Ve li mostro:


Per fare 12 cestini del diametro di 4 cm io ho usato:

100 ml di latte
30 gr di cocco rapè
15 gr di zucchero
5 gr di farina
1 uovo
2 fragole
1 limone
burro q.b.
Per prima cosa ho preparato i cestini disponendo su una teglia 24 pirottini ( io questi di Tescoma, diametro 4 cm) e ne ho imburrati 12. Ho preso l'uovo e ho separato il tuorlo dall'albume, ho messo il tuorlo da parte e ho battuto con una forchetta l'albume. A questo ho aggiunto il cocco rapè e ho mescolato fino ad amalgamare bene le due componenti. Prendendolo con le mani ho distribuito il composto nei pirottini imburrati e ho traferito questi nei restanti 12 pirottini per far tenere meglio la forma. Ho messo quindi a cuocere in forno preriscaldato a 180° per 10 minuti, fino a che il bordo del composto al cocco non ha iniziato a diventare color oro. Quindi ho tolto dal forno e lasciato raffreddare completamente.

Prepariamo ora la crema; portiamo il latte a bollore in un pentolino. Riprendiamo il nostro tuorlo e lavoriamo con lo zucchero, quando avremo ottenuto un bel composto gonfio, aggiungiamo la farina e quando anche questa si sarà incorporata versiamo il latte a filo; rimettiamo sul fuoco e facciamo addensare. A fuoco spento, aggiungiamo alla nostra crema la buccia grattugiata di un limone biologico e mescoliamo bene. Secondo me in questa maniera la crema acquista un profumo maggiore perché gli oli aromatici del limone non vanno perse con il calore del fuoco ma si incorporano alla crema stessa. Lasciamo raffreddare la crema e pensiamo alle fragole per la decorazione.

Ho tagliuzzato le fragole grossolanamente e le ho cosparse con un pizzico di zucchero e un cucchiaino di succo di limone, le ho lasciate macerare nell'attesa che tutto il resto fosse freddo.

Ho preso a questo punto la crema e l'ho inserita in un sac a poche (io usa e getta di Tescoma) con becuccio piccolo e ho riempito i cestini.


Sopra ogni cestino ho inserito un pezzetto di fragola cercando di disporlo tipo ventaglio e li ho messi tutti su un'alzatina per piccoli dolci, prima di servire ho decorato con dei simpatici ombrellini di carta che fanno pensare molto all'estate. Chi vuole un assaggio?



lunedì 12 marzo 2012

Uova farcite di crema di ricotta e tonno al profumo di limone

©http://nuvoledifarina.blogspot.com. Dopo un bel po' di tempo torno a postare un antipastino; questo che propongo oggi è semplice, veloce, adatto ai primi giorni di caldo e di effetto scenico. Il bello della ricetta è che riesce a trasformare il semplice uovo in qualcosa di gustoso, così che anche i bambini sono più invogliati a mangiarlo; come farcia ho usato semplicemente ricotta, tonno e limone e un po' di grana grattugiato per addensare la cremina ottenuta in modo da poter lavorare l'impasto con le mani e formare delle piccole palline a forma di tuorlo da inserire nella cavità degli albumi sodi. Come tocco finale, un cucchiaino di salsa verde che da un tocco di colore in più e lega le varie componenti.


Per fare queste uova ho usato:

4 uova
150 gr di ricotta morbida
160 gr di tonno in scatola 
la buccia grattugiata di un limone
grana grattugiato q.b.
sale, pepe
salsa verde q.b.
Prendiamo le uova e lessiamole, poi tuffiamole in acqua fredda e iniziamo sgusciarle. Con un coltello a lama liscia tagliamole a metà nel senso della lunghezza e facendo attenzione tiriamo fuori il tuorlo. Prendiamo una ciotola e mettiamo all'interno i tuorli sbriciolati, la ricotta setacciata, la buccia grattugiata del limone e il tonno ben sgocciolato e spezzettato; regoliamo di sale e pepe e aggiungiamo quanto grana occorre per ottenere una crema morbidissima ma lavorabile con le mani.
Riprendiamo gli albumi e disponiamoli in un vassoio o in piattini finger food (io ho usato piattini Flat monodose di Atmosfera Italiana); con la nostra crema creiamo poi delle palline grandicelle a forma di tuorlo che andremo a inserire all'interno degli albumi sodi e completiamo il tutto con uno o due cucchiaini di salsa verde da mettere sopra al finto tuorlo in maniera che l'olio della salsa scendendo faccia da legante per tutte le componenti.


domenica 11 marzo 2012

Cucina regionale giuliana: Scampi alla busara

©http://nuvoledifarina.blogspot.com. Questa settimana mi sono aggiunta anche io alla raccolta settimana di ricette regionali indetta da Renata e Babi; in questa raccolta vengono riunite tutte le varie ricette regionali riguardanti ogni volta un argomento differente, questa settimana tocca al pesce e nel giro d'Italia gastronomico che facciamo oggi possiamo leggere ricette delles eguenti regioni:


CALABRIA: Turtera i spatula di Rosa ed Io 
SICILIA: Sarde a beccaficu di Cucina che ti Passa 
CAMPANIA: Polpi alla Luciana di Le ricette di Tina
TOSCANA:  Baccalà lesso di Non Solo Piccante 
LOMBARDIA: Risotto al pesce persico di L’Angolo Cottura di Babi 
TRENTINO ALTO ADIGE: Trota en saor con spiedino croccante alle sarde e polpettine di lavarello A Fiamma Dolce 
VENETO: Baccalà alla Vicentina di Semplicemente Buono 

e qui da me: FRIULI VENEZIA GIULIA: Scampi alla Busara
Ho pensato di scrivere la ricetta in dialetto e sotto ho messo la traduzione in italiano:

I scampi alla busara xe un dei piatti tipici dela cusina triestina; se cusina i scampi con un bel sugheto de pomidori, vin bianco, pan grattà sal e pevere, se li magna cussi o se li pol metter sora un bon piatto de pasta . Xe do i motivi perché i li ciama alla busara: el primo xe perché i disi che la busara xe una pignata che iera sule nave che i pescadori e i marinai doperava per cusinar, la seconda disi che vien del veneto “busiara” che vol dir bugiarda perché una volta in sto modo i cucinava el pese scarto che no i rivava a vender. De dove che vien sto nome e come che te li fa i xe sai boni, mi me piasi de più farli come piatto unico piuttosto che con la pasta ma piuttosto col pan per tociar. Ecco come farli:

1kg de scampi intieri
500g de pomidori in scatola
2 spicchi de aio
1 zivola
Sai prezzemolo
1 bicer de vin bianco
1 busta de zafferano
2 cuciari de pan grattà
Sal e pevere
Oio de oliva
Taiemo zivole, aio e prezzemolo, metemoli a frizer con l’oio de oliva: intanto squaiemo el zafferano nel vin. Metemo i scampi in pignata e poco dopo anche vin e zafferano; metemo el pan grattà, i pomidori , el sal e el pevere. Metemo el covercio sulla pignata e lasemo che se cusini per 20 minuti. El piatto xe pronto, basta decider le magnarlo con la pasta o col pan.
 
IN ITALIANO:
Gli scampi alla busara è uno dei piatti che rappresenta la cucina di mare triestina; in questo piatto gli scampi vengono cotti con un bel sughetto di pomodori, vino bianco, pane grattugiato, sale e pepe e possono essere mangiati così o usati per condire un piatto di pasta. Sul termine busara ci sono due scuole di pensiero: la prima afferma che busara è una pentola di coccio presente a bordo delle navi che marinai e pescatori usavano per cucinare i pasti di bordo; la seconda invece afferma che il termine busara derivi dal veneto busiara (bugiarda) ad indicare che una volta questo tipo di cottura era riservato a quei pesci da scarto che non venivano messi in vendita sul mercato.
Comunque qualunque sia l'origine del nome e del piatto, posso assicurare che questi scampi sono ottimi, io preferisco di gran lunga farli come piatto unico e non accompagnarli con la pasta ma con tanto bel pane con cui fare scarpetta. Ma ecco come si preparano:

1kg di scampi interi
500 gr di pomodori pelati
2 spicchi di aglio
1 cipolla
abbondante prezzemolo
1 bicchiere di vino bianco
1 bustina di zafferano
2 cucchiai di pane grattugiato
sale, pepe 
olio extravergine di oliva
Tritiamo cipolla, aglio e prezzemolo, mettiamoli poi a soffriggere in una pentola con olio extravergine di oliva; nel frattempo prendiamo il vino bianco e sciogliamoci lo zafferano. Aggiungiamo alla pentola gli scampi e dopo qualche minuto sfumiamo con il vino allo zafferano; aggiungiamo il pangrattato, i pomodori e regoliamo di sale e pepe. Chiudiamo la pentola con un coperchio e lasciamo cuocere per 20 minuti. Il piatto così è pronto, non resta che decidere se accompagnarlo con spaghetti o con pane.

venerdì 9 marzo 2012

Cocottine di macinata e purè di topinambur

©http.//nuvoledifarina.blogspot.com. Il topinambur per me è una recente scoperta, non l'avevo mai preso prima, non so perché forse non mi ispirava, ma leggendo tanti vostri post in cui era protagonista è venuta voglia di provare anche a me e ne ho preso un po'. Questo è il primo piatto che ho preparato con il topinambur, è una semplice cocotte a due strati in cui si alternano diverse consistenze. A me è piaciuto moltissimo e di sicuro lo riproporrò più volte, tra l'altro non è neanche troppo impegnativo da fare.


Io ho usato (per 2 cocottine):

400 gr di carne macinata di vitello
400 gr di topinambur
200 ml di brodo di carne
125 gr di patate
40 gr di grana grattugiato
30 gr di burro
1 spicchio di aglio
un pezzetto di cipolla
pane grattugiato q.b.
sale, pepe
succo di un limone
olio extravergine di oliva
Per prima cosa ho lessato per 30 minuti topinambur e patate già sbucciati in acqua salata e acidulata con il succo di limone. Ho scolato le verdure e ho tenuto da parte un po' di acqua di lessatura; a questo punto ho messo nel frullatore l'acqua di cottura, le verdure lesse, metà burro e metà formaggio e ho frullato fino ad ottenere una crema.
Ho preso poi una padella e ho fatto rosolare cipolla e aglio tritati assieme in un filo di olio extravergine di oliva; ho aggiunto la carne e fatto rosolare anche questa, quindi ho aggiunto il brodo e ho lasciato cuocere finché questo non è stato completamente assorbito.
Adesso siamo pronti a comporre le cocottine, procediamo per prima cosa imburrandole, poi mettiamo la carne e infine copriamo tutto con il purè di topinambur. Livelliamo bene e spolverizziamo con il grana rimasto e pane grattugiato, mettiamo il burro rimasto sopra le cocottine e mettiamo in microonde per 5 minuti con funzione grill per formare una bella crosticina. Chi vuole un assaggio?



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